Giornata a più volti per Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti prova a gestire la minaccia di messa in stato d’accusa per le relazioni preelettorali con la Russia, ostentando serenità e tentando di orientare l’attenzione mediatica su due grandi novità in materia fiscale e migratoria. Intercettato dai giornalisti, sul Russiagate è stato lapidario. “Non c’è alcuna collusione – ha detto Trump – sono felice”. Tutto il suo staff invece ha spinto l’acceleratore su quello che viene considerato un grande successo di questa amministrazione: la riforma fiscale approvata ieri che abbasserà il livello delle imposizioni per imprese e professionisti. Che poi era uno dei cavalli di battaglia di The Donald in campagna elettorale. L’altra novità di ieri è stata aver portato gli Stati Uniti fuori dal ‘Global Compact On Migration’, il patto internazionale sui migranti e sui loro diritti, che in questa materia era un punto fermo dopo l’accordo siglato in sede Onu nel settembre del 2016. Trump ha detto a chiare lettere che la sua amministrazione ha una politica su migranti e rifugiati non compatibile con il patto e ha rivendicato il diritto di poter scegliere in piena autonomia i criteri attraverso i quali consentire l’ingresso agli stranieri. La decisione degli Usa di uscire dal “Global Compact On” è stata annunciata dall’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Haley, che ha sottolineato come questa scelta dipenda dall’orientamento generale di Washington in materia di emigrazione.
Trump: fisco ed emigrazione per distogliere dal Russiagate

