La persona dell’anno 2017 per Time sono le donne che hanno detto no alla violenza. Il magazine newyorkese ha premiato e messo in copertina le “Silence Breaker”, cioè tutte le donne che dopo aver subito violenze e molestie sessuali hanno rotto il muro del silenzio. Un gruppo di donne diventato sempre più cospicuo che nel tempo si è riunito dietro l’hastag “Metoo” (anche io). Time nella motivazione della scelta ha definito questa denuncia “una sorta di resa dei conti collettiva, nata però come atto di coraggio individuale”. In copertina Time ha messo cinque donne che son un po’ il simbolo di questa battaglia catartica. Sono l’attrice Ashley Judd, una delle prime a denunciare il protagonista in negativo di questa storia, vale a dire il molestatore seriale Harvey Weinstein. Poi Susan Fowler, ingegnera e manager di spicco di Uber, che denunciò un clima di misoginia e di molestie sessuali nella azienda in modo così forte da portare  al licenziamento del Ceo di Uber Travis Kalanick e di altri venti dipendenti.  C’è poi Taylor Swift che denunciò e ottenne la condanna del dj David Mueller e Adama Iwu, la lobbysta di Visa che ha il merito di aver lanciato il sito “We said enough” contro le molestie nel mondo del lavoro e della politica. E infine il personaggio forse più emblematico delle cinque donne in copertina, vale a dire la raccoglitrice di fragole Isabel Pascual, lo pseudonimo di una donna che, in un contesto non proprio agevole ha avuto la forza di raccontare pubblicamente le minacce ricevute per aver denunciato molestie sul posto di lavoro. Edward Felsenthal, direttore di Time, ha spiegato la scelta sottolineando il valore paradigmatico di tutte quelle donne che hanno rotto un muro accendendo un enorme faro mediato su un argomento troppo a lungo sottaciuto come quello della molestia sessuale.
“La galvanizzante azione delle donne – ha detto Felsenthal – che abbiamo messo in copertina, insieme a quella di centinaia di altre e anche a quella di molti uomini, ha scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali dagli anni Sessanta ad oggi”.