Gli occhi sono il centro della mia ricerca artistica e ho scelto l’iride come simbolo dell’identità e dell’unicità di ogni essere umano: dalle star di Hollywood ai senza fissa dimora, dai politici internazionali ai carcerati, dietro l’obiettivo della macchina fotografica da me brevettata sono state immortalate più di 1000 persone di ogni tipologia. Con Blind Vision ho scelto di calarmi nella dimensione dei non vedenti, per cercare di capire cosa si provi ad avere il buio davanti. La mia volontà di esplorare la modalità di percezione del mondo dei non vedenti si unisce ad un impegno concreto per l’integrazione culturale e sociale degli stessi. Non potendo condividere lo sguardo, ho voluto incontrare i protagonisti al buio mantenendo un contatto fisico con ognuno di essi. Mano nella mano, ad occhi chiusi, mi sono lasciata condurre da loro in un viaggio emozionante, un ‘viaggio di luce’ che mi ha portato a comprendere il valore di percepire il mondo anche in maniera alternativa rispetto alla vista. Ho voluto portare il mio progetto per strada, durante le festività natalizie, in cui generalmente si è più sensibili a temi di solidarietà, per trasferire ai visitatori la mia esperienza e ho fatto in modo che gli occhi incapaci di vedere la luce fossero capaci di ‘illuminare’ le nostre menti rispetto alla dovuta considerazione che merita il mondo della diversa abilità visiva. Che così tante persone si siano fermate nel loro frenetico via vai di questi giorni per partecipare al percorso dell’installazione è un risultato importante e conferma che l’arte può e deve essere al servizio del sociale. Abbiamo raccolto i commenti entusiasti di turisti Italiani e stranieri che hanno apprezzato la fruibilità anche in inglese di un progetto così inaspettato creato con un racconto per voci e per immagini che non lascia indifferenti . Più di diecimila visitatori di ogni età e provenienza – in gruppi di venti persone – muniti di sofisticate cuffie per rendere l’esperienza ancora più immersiva hanno oltrepassato la soglia della cupola nera montata nella piazza per vivere una percezione multisensoriale in cui l’udito è stimolato dalla voce dei protagonisti e da un suggestivo sound design, mentre il tatto dalla mia scultura tattile tridimensionale “Essenza” che riproduce un occhio che è senza pupilla e senza vista, ma che ci fa comprendere che l’essenziale è invisibile agli occhi.

Anna Laura di Luggo