di Annachiara Mottola di Amato

Il suo rivale nel ballottaggio del 18 maggio sarà il sindaco centrista di Bucarest Nicusor Dan

Tempo di tirare le somme dopo i risultati del primo turno delle presidenziali in  Romania. A distanza di cinque mesi dopo l’annullamento a sorpresa della vittoria di Georgescu, l’estrema destra è ancora più alta nelle preferenze dei cittadini. La svolta nazionalista, infatti, è stata riconfermata anche nel corso della nuova tornata elettorale. A scrutinio praticamente ultimato, il leader del partito nazionalista AUR, George Simion, euroscettico e ammiratore di Donald Trump, ha ottenuto il 40,5% dei voti.

Il ballottaggio

A sfidare Simion al ballottaggio del 18 maggio sarà il sindaco centrista di Bucarest Nicusor Dan (20,9%), che ha superato di poco nelle preferenze il candidato della coalizione di governo, Crin Antonescu (20,3%). “Insieme abbiamo scritto una pagina di storia”, ha detto Simion in un video messaggio trasmesso nella sede del suo partito, nella quale i sostenitori hanno intonato slogan come “Fuori i ladri, viva i patrioti!”. In tutto erano 11 i candidati in lizza per la presidenza della Romania, una carica influente soprattutto a livello di politica estera.

Il dopo Georgescu

Si è trattato di una nuova tornata elettorale, a distanza di soli pochi mesi dalla precedente. Il motivo? La vittoria lo scorso novembre di Calin Georgescu, ex funzionario secondo i suoi detrattori vicino al Cremlino. La sua elezione aveva infatti scatenato una diffusa preoccupazione in Europa e gettato la stessa Romania in una crisi politica. La Corte costituzionale, quindi, aveva deciso di invalidare il primo turno ed escludere dalle elezioni il candidato sessantenne. Alla base della decisione dei giudici vi era una possibile imponente campagna elettorale sulla piattaforma TikTok, spinta forse anche da interferenze russe.

Georgescu è stato quindi sostituito da Simion, 38 anni, arrivato quarto lo scorso novembre. I due sono apparsi insieme domenica in un seggio elettorale a Mogosoaia, vicino a Bucarest.

Chi è George Simion

Simion, che si dichiara “maggiormente moderato” rispetto a Georgescu, disdegna coloro che definisce i “burocrati non eletti di Bruxelles”. In politica estera ha una posizione implicitamente filo russa: ha condannato l’invasione di Mosca ma si oppone all’invio di aiuti militari all’Ucraina, con cui la Romania confina, e vorrebbe ridurre il sostegno proprio ai rifugiati ucraini. Fiero sostenitore di Trump, Simion appare spesso con un cappellino con il famoso slogan del presidente statunitense “Make America Great Again” e spera di diventare il “presidente MAGA” a guidare il suo Paese.

Simion, tra l’altro, ha promesso che, se sarà eletto, porterà “Calin Georgescu al potere”, attraverso “un referendum, elezioni anticipate o la formazione di una coalizione in Parlamento che lo nomini primo ministro”.

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