di Martina Esposito

Mentre Bruxelles prepara un nuovo pacchetto sanzionatorio, il presidente americano promette misure più dure, anche contro i Paesi che commerciano petrolio con Mosca

David O’Sullivan, rappresentante speciale dell’Unione europea per le sanzioni, è a Washington per una serie di incontri ad alto livello con funzionari statunitensi. L’obiettivo è quello di rafforzare il coordinamento tra USA e UE sulle misure punitive contro la Russia, alla luce del recente bombardamento che ha colpito la capitale ucraina, Kiev. L’attacco è stato il più grave dall’inizio della guerra. Le consultazioni mirano ad affinare il meccanismo delle cosiddette sanzioni secondarie, ovvero penalizzazioni rivolte anche a Paesi terzi che commerciano con Mosca. Secondo fonti europee, nel nuovo pacchetto — il diciannovesimo — Bruxelles intende colpire in modo più deciso soggetti esterni che aiutano la Russia ad aggirare le restrizioni, sulla scia di quanto già fatto con alcune banche cinesi e una raffineria indiana.

Il presidente Donald Trump ha reagito duramente al recente attacco russo, minacciando ulteriori sanzioni contro Mosca e, soprattutto, contro i Paesi che continuano ad acquistare petrolio russo. “Dobbiamo chiudere i rubinetti al Cremlino”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di colpire le fonti di entrata economica più significative per Putin. Finora Washington ha sanzionato direttamente solo l’India, ma Trump ha lasciato intendere che ulteriori misure sono in arrivo: “Non sono contento di quello che sta accadendo in Ucraina”, ha detto, confermando però che una soluzione negoziale resta possibile. “Un accordo si troverà: dobbiamo farlo. E nei prossimi giorni parlerò con Putin”, ha annunciato, mostrando un’apertura diplomatica pur nel contesto di una crescente pressione economica.

Dal canto suo, il Cremlino non arretra e continua a ostentare sicurezza. Il portavoce Dmitri Peskov ha dichiarato che “il numero senza precedenti di sanzioni introdotte contro il nostro Paese in quasi quattro anni non ha avuto alcun effetto”. Mosca bolla come “irrilevanti” le nuove misure annunciate da Trump e respinge ogni tentativo occidentale di strangolare la propria economia: “Nessuna sanzione potrà costringerci a cambiare posizione”. Intanto, le forze russe affermano di aver abbattuto 31 droni ucraini in diverse regioni del Paese e sulla Crimea, segnale che il conflitto resta acceso e lontano da una soluzione immediata.

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