di Mario Tosetti
A Firenze duello a distanza tra centrodestra, centrosinistra e Cinque Stelle per la chiusura della campagna elettorale toscana. Meloni, Renzi, Giani e Conte sul palco, mentre in città sfilano cortei di protesta pro Palestina sotto alta sorveglianza
È stata una giornata ad alta tensione quella di Firenze, trasformata nel cuore politico d’Italia per la chiusura della campagna elettorale delle Regionali toscane. In contemporanea, le principali forze politiche hanno riempito le piazze del centro storico in un vero e proprio duello a distanza.
In piazza San Lorenzo, il centrodestra ha schierato i suoi leader: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e i sindaci toscani della coalizione, uniti a sostegno del candidato governatore Alessandro Tomasi.
A poche centinaia di metri, in piazza Strozzi, Matteo Renzi ha guidato la chiusura di Casa Riformista, la lista che per l’occasione ha inglobato Italia Viva. Al teatro Niccolini, invece, si sono ritrovati i sindaci e i dirigenti del Partito Democratico con il presidente uscente Eugenio Giani, mentre Giuseppe Conte ha incontrato Giani nel pomeriggio a Scandicci per confermare il sostegno del Movimento 5 Stelle.
Parallelamente, in piazza Indipendenza, i centri sociali, i movimenti pro Palestina, USB e Potere al Popolo hanno organizzato un corteo di protesta, che ha richiesto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine.
Meloni a Firenze: “Tomasi alza la bandiera del cambiamento”
Sul palco di piazza San Lorenzo, Giorgia Meloni ha arringato i sostenitori del centrodestra con un discorso energico:
“Dicono che Tomasi sia una candidatura di bandiera: lo è, ma è la bandiera del cambiamento. La Toscana merita un futuro all’altezza della sua storia e del suo potenziale.”
Meloni ha poi attaccato duramente la sinistra:
“La sinistra italiana è più fondamentalista di Hamas, prigioniera di un radicalismo ideologico che le impedisce di essere razionale. Noi non ci facciamo la morale da chi è sempre più radicalizzato.”
La premier ha concluso il suo intervento con un invito alla mobilitazione:
“Ricordatevi che la storia la fate voi.”
Giani replica: “La Toscana non ha bisogno di passerelle”
Al teatro Niccolini, Eugenio Giani ha risposto dal palco alle accuse del centrodestra, difendendo il modello toscano di governo:
“La Toscana è un punto di riferimento per un modo diverso di amministrare. Abbiamo governato bene e continueremo a farlo. Il governo scopre la Toscana solo ora, ma noi siamo sempre stati qui.”
Con lui anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha lodato il lavoro svolto dal centrosinistra:
“La Toscana è una regione fondamentale per la tenuta del Paese. Qui si è governato bene, dalla sanità al welfare, dalle imprese alla cultura.”
La sindaca di Firenze Sara Funaro ha invece replicato a Matteo Salvini, accusandolo di fare “solo passerelle” e chiedendo maggiore attenzione alle infrastrutture e alle politiche abitative.
Renzi e Conte, due strategie alternative nel campo progressista
Mentre Meloni e Giani monopolizzavano le piazze principali, Matteo Renzi ha scelto piazza Strozzi per rilanciare il suo progetto politico. Dal palco di Casa Riformista, ha lanciato un messaggio diretto alla premier:
“Cara Giorgia, benvenuta a Firenze. Ma basta con la retorica: il Paese è fermo e ha bisogno di soluzioni, non di slogan.”
Nel pomeriggio, Giuseppe Conte ha incontrato Giani a Scandicci, confermando il sostegno dei Cinque Stelle. Sul palco delle Murate, l’ex premier ha poi attaccato il governo per la gestione del conflitto in Medio Oriente e per la vicenda Al Masri, accusando l’esecutivo di aver “offerto un volo di Stato a un criminale”.
Cortei e sicurezza: tensione contenuta in città
Mentre i leader si alternavano sui palchi, le strade di Firenze erano presidiate da centinaia di agenti. Il corteo di protesta partito da piazza Indipendenza ha sfilato pacificamente fino al consolato americano, scandendo slogan come “Palestina libera”.
Nonostante la preoccupazione della vigilia, non si sono registrati incidenti. La polizia ha mantenuto il controllo della situazione con camionette e transenne a protezione dei punti sensibili, e in serata è stata riaperta la circolazione sui viali cittadini.
La sfida toscana entra nel rush finale
Con la chiusura delle piazze, si conclude una delle campagne elettorali più combattute degli ultimi anni in Toscana.
Meloni punta a rompere la tradizione rossa della regione, mentre Giani difende il “modello toscano” forte di un’ampia rete amministrativa. Renzi e Conte tentano invece di consolidare le rispettive aree, cercando di attrarre voti al centro e a sinistra.
La sfida, a poche ore dal voto, resta aperta. E il risultato toscano, come spesso accade, sarà letto come un test nazionale sugli equilibri politici del Paese.
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L’articolo Elezioni Regionali in Toscana: Meloni e Renzi chiudono le campagne tra piazze contrapposte e tensioni a Firenze proviene da Associated Medias.

