di Emilia Morelli
Dal vertice di Arraiolos in Estonia, il presidente Sergio Mattarella ribadisce la necessità di una pace duratura tra Israele e Palestina fondata su due Stati. L’Italia sostiene gli aiuti umanitari a Gaza e invita l’Europa a un’azione più unita e rapida
Durante il vertice di Arraiolos in Estonia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilanciato con forza l’unica via possibile per un futuro di stabilità in Medio Oriente: la nascita di due Stati, uno israeliano e uno palestinese. “La soluzione sono due Stati, due popoli”, ha affermato, sottolineando come la pace non possa esistere senza un progetto politico autenticamente condiviso.
Secondo Mattarella, le sofferenze accumulate nel tempo continueranno a segnare le generazioni future se non si troverà il coraggio di una scelta storica. “Serve un’insistenza lucida, non ostinata, ma guidata da una visione di lungo periodo”, ha spiegato il capo dello Stato.
L’appello per Gaza: aiuti immediati e ruolo dell’ONU
Nel suo intervento, Mattarella ha espresso preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, invitando la comunità internazionale ad agire con urgenza. “Gli aiuti devono arrivare subito e in modo massiccio”, ha ribadito, rimarcando l’importanza del coinvolgimento delle Nazioni Unite e di un accesso umanitario garantito.
L’Italia, ha ricordato il presidente, ha contribuito con l’iniziativa Food for Gaza, ma i risultati restano limitati di fronte alla vastità delle sofferenze causate dal conflitto. “Le azioni internazionali hanno raggiunto solo una parte minima delle vittime di questa tragedia”, ha ammesso.
Un messaggio diretto a Israele: stop a occupazioni e insediamenti
Mattarella ha rivolto un chiaro monito al governo israeliano, esortandolo a porre fine alle politiche di occupazione nei territori palestinesi. “È indispensabile che venga revocata ogni forma di spoliazione dei territori assegnati all’Autorità Palestinese in Cisgiordania”, ha dichiarato, richiamando l’urgenza di restituire piena dignità e sovranità al popolo palestinese.
L’Europa e la lezione della sua storia
Nel suo discorso, il presidente ha anche rivolto un’autocritica all’Unione Europea, accusandola di lentezza e divisioni interne che ne hanno ridotto l’efficacia diplomatica. “Le nostre divergenze ci hanno impedito di essere visibili e incisivi”, ha ammesso.
Tuttavia, Mattarella ha ricordato come proprio l’Europa rappresenti un modello possibile di riconciliazione: “Paesi che si sono combattuti in due guerre mondiali hanno saputo ritrovare la via della pace. Anche israeliani e palestinesi possono riuscirci, se guardano a questo esempio”.
Visita ai militari italiani in Estonia
Dopo il vertice, il capo dello Stato ha visitato la base militare di Amari, a pochi chilometri da Tallinn, dove ha incontrato i circa 300 militari italiani impegnati nella missione NATO. In un contesto segnato dalla tensione con la Russia, Mattarella ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni italiane alle forze armate impegnate nel garantire la sicurezza collettiva europea.
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