di Corinna Pindaro

Pechino introduce nuovi controlli sulle esportazioni di terre rare e impone tasse speciali alle navi americane. Trump reagisce minacciando nuovi dazi e cancellando l’incontro con Xi Jinping.  I mercati globali crollano, torna l’incertezza tra le superpotenze

xi trumpLa fragile distensione tra Stati Uniti e Cina si è dissolta in poche ore. Dopo settimane di apparente calma diplomatica, due mosse decise di Pechino hanno riacceso lo scontro commerciale con Washington: un nuovo e più rigido sistema di controllo sulle esportazioni di terre rare e una tassa straordinaria applicata alle navi americane che attraccano nei porti cinesi.

Queste misure, considerate una risposta diretta alle restrizioni statunitensi già in vigore, arrivano a due settimane dal previsto incontro tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. Ma a questo punto, il faccia a faccia appare sempre più improbabile. “La Cina si sta mostrando ostile. Non vedo motivo per incontrare Xi”, ha scritto Trump sui social, annunciando che la sua amministrazione “sta valutando un aumento significativo dei dazi sui prodotti cinesi”.

Mercati in rosso e timori globali

Le conseguenze delle decisioni cinesi si sono fatte sentire immediatamente sui mercati internazionali. Le Borse di tutto il mondo hanno chiuso in negativo: Wall Street ha perso oltre il 2%, Il Dow Jones ha perso  l’1,90% a 45.479,60 punti, il Nasdaq cede il 3,56% a 22.204,43 puntimentre lo S&P lascia sul terreno il 2,71% a 6.552,50 punti mentre gli indici europei hanno seguito la scia del ribasso. Gli analisti parlano di una vera e propria battuta d’arresto per i rapporti tra le due potenze, che sembravano essersi stabilizzati dopo l’accordo su TikTok.

La nuova stretta di Pechino sulle terre rare ha sorpreso gli osservatori per la sua severità e per il tempismo. Per la prima volta, la Cina pretende di esercitare controllo anche sui prodotti realizzati all’estero se contengono anche una minima quantità dei suoi metalli strategici. Una mossa che appare come una chiara dimostrazione di forza prima dell’incontro con Washington.

Le terre rare come arma geopolitica

Le terre rare rappresentano una delle leve più potenti nelle mani della Cina. Il Paese controlla la quasi totalità della produzione mondiale di questi metalli, fondamentali per l’industria tecnologica e militare. Con questa nuova normativa, Pechino lancia un messaggio inequivocabile: la sua posizione nella catena globale del valore resta cruciale e difficilmente sostituibile.

Allo stesso tempo, la tassa imposta alle navi americane appare come una ritorsione diretta alla misura analoga introdotta dagli Stati Uniti contro le navi cinesi. Tuttavia, la risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere. Trump, già in campagna per la rielezione, ha colto l’occasione per riaffermare la linea dura, facendo intendere che un nuovo aumento dei dazi è ormai una possibilità concreta.

Pechino scommette sulla prudenza americana

Nonostante la tensione, la Cina sembra confidare nella cautela di Washington. Pechino potrebbe puntare sulla volontà di Trump di evitare un’escalation incontrollata e preservare un margine di dialogo utile in vista di un possibile accordo futuro.

L’intesa su TikTok, celebrata negli Stati Uniti come una vittoria politica, resta in realtà un punto a favore di Pechino: la piattaforma continuerà a generare profitti significativi per le società cinesi. Tuttavia, resta da capire perché Xi Jinping abbia scelto di rischiare la rottura proprio ora, alla vigilia di un vertice che avrebbe potuto rafforzare la sua posizione diplomatica.

Un ritorno ai tempi della guerra commerciale

Con la nuova crisi, i rapporti tra Stati Uniti e Cina sembrano essere tornati al livello di tensione di mesi fa, vanificando i progressi ottenuti nei precedenti colloqui bilaterali. La telefonata del 19 settembre, in cui i due leader avevano concordato di incontrarsi, appare oggi un ricordo lontano.

Al momento, i dazi restano fissati al 30% sulle importazioni cinesi negli Stati Uniti e al 10% su quelle americane in Cina. Ma la tregua temporanea che li accompagna scadrà tra un mese esatto. E la vera domanda, ora, è se il fragile equilibrio potrà reggere così a lungo.

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