di Martina Esposito

Tra freddo, dati e minerali, le aziende raccontano il loro impegno concreto per lo sviluppo sostenibile del Mozambico in occasione dell’incontro romano con il presidente Chapo

All’indomani della visita ufficiale del Presidente Daniel Francisco Chapo in Italia, il dialogo economico tra i due Paesi ha trovato una delle sue espressioni più concrete nella Business Breakfast Mozambico–Italia, svoltasi al Westin Excelsior di Roma. L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 25 imprese italiane, molte già attive sul territorio mozambicano, pronte a cogliere le opportunità offerte dal Piano Mattei. Tra i protagonisti, tre realtà – italiane e mozambicane – che stanno lavorando, ciascuna nel proprio ambito, per costruire infrastrutture, competenze e filiere sostenibili.

Riccardo Zani (Inalca): “Infrastrutture logistiche e freddo, chiavi per portare qualità nel Paese”

“Inalca è presente in Mozambico dal 2010 e oggi operiamo in quattro città: Maputo, Bemba, Beira e Nampula”, spiega Riccardo Zani, direttore esecutivo della società, leader europea nella produzione di carne bovina e nella distribuzione alimentare. “Nel solo 2024 abbiamo distribuito oltre 30.000 tonnellate di prodotti alimentari, raggiungendo tutte e undici le province del Paese”.

Con una rete logistica strutturata e oltre 100 dipendenti mozambicani, Inalca punta sulla catena del freddo come leva strategica: “Abbiamo da poco inaugurato un nuovo stabilimento che rafforza il nostro presidio in questo ambito. All’inaugurazione ha partecipato anche il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Vogliamo continuare a investire con convinzione”.

Per Zani, gli asset strategici in Mozambico sono chiari: “Le infrastrutture frigorifere e distributive sono essenziali per garantire qualità, sicurezza e continuità nella distribuzione di prodotti alimentari. A ciò vogliamo aggiungere impianti industriali per la trasformazione locale. Siamo qui per restare, per contribuire allo sviluppo e crescere insieme al Paese”.

Massimo Bernardini (Frabemar Srl): “Tracciabilità digitale per trasparenza e risorse pubbliche”

Un altro fronte cruciale è quello della digitalizzazione e dei controlli doganali, rappresentato dall’intervento di Massimo Bernardini, presidente del gruppo Frabemar Srl, con trent’anni di esperienza nel settore logistico africano.

“Siamo qui per proporre alle autorità mozambicane un sistema di tracciabilità digitale che abbiamo sviluppato internamente”, spiega Bernardini. “Si tratta di una tecnologia già applicata in altri Paesi africani, capace di garantire trasparenza e generare entrate pubbliche senza gravare sull’economia locale”.

Il sistema, basato su software proprietario, utilizza una rete di agenti portuali internazionali per tracciare le merci fin dal punto di imbarco, permettendo ai Paesi di verificare in tempo reale le spedizioni in entrata e uscita. “Il controllo avviene prima dello sdoganamento e può essere applicato a ogni tipo di trasporto, sia per merci in importazione sia in esportazione. È un progetto a basso impatto, ma ad alto valore aggiunto per la governance commerciale”.

Jiyaad Abdula (Intelec Holdings): “Mozambico è pronto per partnership strategiche in settori chiave”

Un ponte tra il Mozambico e l’Europa è stato costruito anche da Intelec Holdings, compagnia a capitale totalmente mozambicano, che ha recentemente aperto una subholding in Europa sotto il nome Intelec Corporate. Lo racconta Jiyaad Abdula, intervenuto all’evento per rafforzare le relazioni con potenziali partner europei.

“Siamo attivi in settori strategici per lo sviluppo sostenibile del Mozambico: energia, real estate, finanza, agricoltura e soprattutto estrazione mineraria”, spiega Abdula. “Offriamo opportunità di investimento significative, in particolare nei comparti dell’oro, della grafite e delle heavy sands, risorse chiave nel mercato globale”.

Logistica, tecnologia e risorse: il tessuto connettivo dello sviluppo

Le voci raccolte durante la Business Breakfast mostrano la concretezza dell’impegno imprenditoriale e la capacità delle aziende italiane e mozambicane di costruire ponti solidi, ben oltre la retorica della cooperazione. Dai sistemi digitali di tracciabilità alle filiere del freddo, passando per i progetti minerari e agroindustriali, la parola chiave è partnership. Lo conferma Abdula, che sottolinea come questi eventi siano cruciali, perché creano conversazioni bilaterali, facilitano partnership, attraggono investimenti. Il Mozambico ha un’economia ricca, una popolazione giovane e una forte domanda di sviluppo infrastrutturale e tecnologico. È il momento giusto per investire, e noi vogliamo essere protagonisti di questa apertura verso l’Europa”.

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