di Redazione

el fine settimana è previsto un nuovo appuntamento a Parigi tra Ucraina, Usa, Francia, Germania e Regno Unito. “Parteciperemo solo se ci saranno reali possibilità di un accordo”, ha puntualizzato Trump.

Le trattative per la pace in Ucraina restano bloccate sulla questione del Donbass. Volodymyr Zelensky, parlando ai giornalisti a Kiev, ha confermato che Washington spinge per un ritiro delle forze ucraine e per trasformare l’area del Donetsk in una “zona economica libera”, senza che a Mosca sia chiesto un analogo passo indietro. Una proposta che il presidente ucraino definisce squilibrata, tanto da evocare la possibilità di coinvolgere direttamente i cittadini: “Deciderà il popolo, con elezioni o referendum”.

Sul dossier si muove freneticamente anche la diplomazia europea. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al fianco del segretario generale della Nato Mark Rutte, ha spiegato che l’ultimo piano, condiviso con Parigi e Londra, include ipotesi di concessioni territoriali “che l’Ucraina potrebbe accettare”. A breve, ha aggiunto, potrebbe tenersi un incontro a Berlino con la partecipazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che tuttavia insiste per colloqui “concreti”, non più “riunioni per il gusto di farle”.

Nel fine settimana è previsto un nuovo appuntamento a Parigi tra Ucraina, Usa, Francia, Germania e Regno Unito. “Parteciperemo solo se ci saranno reali possibilità di un accordo”, ha puntualizzato Trump.

Resta aperto anche il nodo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, cruciale per il futuro energetico del Paese. Di sicurezza e ricostruzione Zelensky ha discusso in videocollegamento con una delegazione che comprendeva, tra gli altri, Marco Rubio, Jared Kushner e il generale Grynkewich. Con Mark Rutte è stato concordato di accelerare sul pacchetto di garanzie che dovrà accompagnare un eventuale accordo.

In Europa cresce intanto il timore di un’intesa diretta tra Washington e Mosca che lasci il Vecchio Continente ai margini. Le indiscrezioni su un nuovo formato strategico americano – il cosiddetto C5 con Usa, Russia, Cina, India e Giappone – e sull’ipotesi di “separare” alcuni Paesi dall’Ue hanno alimentato l’inquietudine a Bruxelles. “Gli Usa hanno sempre provato a dividere l’Europa quando era nel loro interesse”, osserva con realismo un diplomatico europeo.

Sul fronte economico, i 27 avanzano verso il blocco permanente degli asset della Banca Centrale russa attraverso l’articolo 122 del Trattato, che permette decisioni a maggioranza qualificata in situazioni d’emergenza. La presidenza danese ritiene di avere i numeri. Ma il passaggio successivo – il trasferimento dei fondi all’Ucraina – si annuncia più complesso, con Belgio e Italia ancora scettici.

 

 

 

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