di Carlo Longo

La Commissione europea prende tempo sulla richiesta di Giorgia Meloni di estendere la deroga al Patto di stabilità anche alla crisi energetica. Conte attacca il governo

europaGiorgia Meloni ha inviato ufficialmente alla Commissione europea la richiesta di ampliare la flessibilità di bilancio prevista per le spese militari anche agli interventi contro il caro energia. Ma da Bruxelles, almeno per ora, non arrivano aperture concrete.

Lo staff della presidente Ursula von der Leyen conferma di aver ricevuto la lettera della premier italiana, evitando però di entrare nel merito del contenuto o di anticipare una risposta ufficiale.

La linea della Commissione, al momento, resta invariata: l’emergenza energetica va affrontata utilizzando le risorse europee già disponibili senza modificare il quadro delle regole fiscali esistenti.

L’Ue: “Ci sono ancora fondi inutilizzati”

Secondo Bruxelles, gli Stati membri dispongono ancora di ampi margini finanziari per sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici legati alla crisi dello Strait of Hormuz e alla guerra con l’Iran.

I portavoce della Commissione sottolineano che nel bilancio europeo restano circa 95 miliardi di euro non ancora utilizzati sui 300 complessivamente messi a disposizione per il settore energetico.

Per questo motivo, l’esecutivo europeo ritiene prioritario accelerare l’impiego delle risorse già stanziate piuttosto che estendere la clausola di salvaguardia nazionale prevista dall’articolo 26 dei Trattati europei.

Il governo italiano insiste sulla flessibilità

Nonostante la prudenza mostrata dalla Commissione, il governo italiano continua a considerare aperto il negoziato. Fonti del Ministero dell’Economia spiegano che il confronto con Bruxelles prosegue e che il tema è stato affrontato anche durante il G7 in Francia.

Giancarlo Giorgetti avrebbe discusso della questione con i ministri economici di Francia e Germania e con il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

Roma punta a ottenere maggiore flessibilità per finanziare misure straordinarie contro il caro energia senza dover rinunciare agli obiettivi di bilancio concordati con l’Unione Europea.

Conte attacca Meloni: “Ora è un paradosso”

Dall’opposizione arrivano però forti critiche all’iniziativa della premier. Il leader del Five Star Movement Giuseppe Conte accusa Meloni di aver cambiato posizione troppo tardi e di aver firmato in passato accordi europei che oggi contesta.

Secondo Conte, la richiesta avanzata a Bruxelles sarebbe soltanto un tentativo di smarcarsi politicamente dalle scelte sulla spesa militare e di spostare l’attenzione sull’emergenza energia.

L’ex premier definisce “paradossale” l’attuale strategia del governo, ricordando come Meloni avesse sostenuto il nuovo Patto di stabilità europeo definendolo il miglior accordo possibile. Ora, sostiene Conte, la presidente del Consiglio tenterebbe di correggere quella linea con una richiesta giudicata tardiva e poco credibile.

Il nodo resta il caro energia

La pressione sull’Europa cresce soprattutto a causa dell’impatto economico della crisi mediorientale. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e l’instabilità legata all’Iran continuano infatti ad alimentare l’aumento dei prezzi energetici, con ripercussioni dirette su imprese e consumatori europei.

L’Italia insiste sul fatto che la sicurezza economica debba essere considerata parte integrante della sicurezza europea, al pari della difesa militare. Una posizione che però, almeno per il momento, non sembra aver convinto del tutto Bruxelles.

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