di Corinna Pindaro

La testimonianza della madre di Kean, il 17enne ferito nell’incendio di Crans-Montana: il ricovero, le ustioni, le cure costose e la promessa del ministro Schillaci

crans“Le parole del ministro ci hanno dato conforto”. È con una voce segnata dalla stanchezza e dall’emozione che Jim Kristal racconta i mesi vissuti accanto al figlio Kean, uno dei ragazzi rimasti gravemente feriti nell’incendio scoppiato al Constellation di Crans-Montana. La donna, di origini filippine ma residente da oltre vent’anni a Milano, continua a dividere le sue giornate tra l’ospedale Niguarda e la famiglia, mentre il figlio affronta un lungo e difficile percorso di cura.

La promessa del ministro Schillaci alle famiglie

Le rassicurazioni arrivate dal ministro della Salute Orazio Schillaci rappresentano per i familiari dei ragazzi feriti un punto di riferimento importante. Jim spiega di aver percepito la vicinanza delle istituzioni fin dai primi momenti successivi alla tragedia e di sentirsi rassicurata dalla promessa di non lasciare sole le famiglie né oggi né in futuro.

Tra le principali preoccupazioni c’è il costo elevatissimo delle cure necessarie dopo le dimissioni. Kean, che ha appena compiuto 17 anni in ospedale, dovrà indossare speciali guaine compressive per proteggere le ustioni riportate sul corpo. Dispositivi fondamentali per la riabilitazione ma estremamente costosi: circa 3mila euro ogni sei mesi, spesso anche di più, considerando che devono essere realizzati su misura e sostituiti frequentemente.

Un percorso lungo tra fisioterapia e nuovi interventi

Il percorso di recupero resta molto complesso. Dopo mesi trascorsi nel Centro Grandi Ustioni del Niguarda, Kean era stato trasferito nel reparto di riabilitazione, ma le condizioni del volto hanno reso necessario un nuovo ricovero in chirurgia plastica. Le ustioni di terzo grado profondo hanno colpito viso, braccia, schiena e mani. Le dita, gravemente danneggiate, hanno perso mobilità e i medici stanno tentando di recuperare la funzionalità attraverso lunghe sedute di riabilitazione.

La madre racconta come i ragazzi feriti siano costretti a tornare in ospedale più volte a settimana per la fisioterapia, in alcuni casi persino ogni giorno. Cure indispensabili, spiega, per garantire una possibilità concreta di ripresa e di ritorno a una vita normale.

“L’ho ritrovato dopo tre giorni e pensavo fosse morto”

Tra i momenti più drammatici vissuti dalla famiglia c’è l’attesa dopo l’incendio. Jim racconta di aver ritrovato il figlio solo tre giorni dopo la tragedia, ricoverato all’ospedale di Zurigo. Ore interminabili in cui aveva temuto il peggio e creduto di averlo perso.

Nonostante tutto, la donna descrive Kean come un ragazzo forte, generoso e pieno di voglia di vivere. Appassionato di calcio, abituato a conciliare allenamenti e studio, era il punto di riferimento della famiglia, sempre pronto ad aiutare in casa e a prendersi cura degli altri.

La speranza di tornare alla vita di prima

Oggi il timore più grande della famiglia è che il ragazzo possa riportare disabilità permanenti o non riuscire più a recuperare completamente la sua quotidianità. Ma Jim si aggrappa alla determinazione del figlio, alla sua volontà di uscire dall’ospedale e tornare a vivere.

“Il fatto che sia vivo è ciò che mi dà forza”, racconta la madre, spiegando come ogni giorno sia sospeso tra paura e speranza.

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L’articolo Crans-Montana, la mamma di Kean: “Le ustioni sono gravissime, ma mio figlio vuole vivere” proviene da Associated Medias.