di Lana Blanc

Nel messaggio dedicato agli 80 anni della Repubblica, Sergio Mattarella richiama i valori della democrazia come “spartiacque” della storia italiana, della pace come principio irrinunciabile e del servizio pubblico come elemento centrale della crescita dell’identità nazionale, affidando ai giovani la responsabilità di scegliere il futuro del Paese

In occasione dell’anniversario, il Presidente ribadisce i valori fondanti della democrazia, della pace e della coesione sociale, sottolineando come la Repubblica rappresenti uno “spartiacque” decisivo nella storia italiana.

Nel suo undicesimo discorso a reti unificate, Mattarella apre con un forte e articolato richiamo alla pace, definita priorità assoluta in un contesto internazionale segnato da guerre, instabilità e devastazioni. Di fronte alle immagini dei bombardamenti in Ucraina, alla distruzione delle infrastrutture energetiche che lascia intere popolazioni al freddo e alla devastazione di Gaza, il Capo dello Stato sottolinea come il dolore delle vittime renda sempre più incomprensibile e “ripugnante” il rifiuto della pace da parte di chi si sente più forte. La pace, afferma, non è soltanto un obiettivo politico o diplomatico ma “un modo di pensare”: vivere insieme agli altri nel rispetto reciproco, senza imporre la propria volontà, i propri interessi o il proprio dominio.

Mattarella richiama inoltre la necessità di “disarmare le parole”, riprendendo le indicazioni di Papa Leone XIV, e invita a contrastare ogni senso “fatalistico” di impotenza di fronte alle crisi globali. Il Presidente richiama infine le nuove sfide globali, sottolineando come il mondo contemporaneo sia sempre più interconnesso e fragile: economia, clima, rivoluzioni tecnologiche, rischi pandemici e terrorismo internazionale rendono necessaria una responsabilità condivisa e consapevole.

Ottant’anni di Repubblica: un percorso tra diritti, memoria e resilienza

Il cuore del messaggio è dedicato agli 80 anni della Repubblica, descritta come uno “spartiacque” fondamentale nella storia italiana. Il Presidente ripercorre il cammino avviato nel 1946, ricordando il ruolo decisivo delle donne al primo voto e il processo di costruzione democratica sancito dalla Costituzione. «Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia, ma decenni di alto significato», afferma Mattarella. Quel passaggio ha impresso un carattere “indelebile” alla Repubblica, avviando un percorso ancora in evoluzione verso la piena parità e la piena attuazione dei principi costituzionali. Il Capo dello Stato sottolinea inoltre come la Costituzione abbia guidato il Paese attraverso decenni di trasformazioni profonde, rendendo concreti diritti e doveri nella vita quotidiana dei cittadini.

Il discorso attraversa anche le pagine più difficili della storia repubblicana: il terrorismo, le stragi e la violenza politica. Il Presidente ricorda le vittime — magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni e delle forze dell’ordine — e sottolinea come l’Italia abbia saputo reagire grazie all’unità delle forze politiche e sociali, dimostrando la solidità delle istituzioni democratiche. Ampio spazio è dedicato alla lotta alla mafia, con il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della resistenza dello Stato, il cui esempio continua a ispirare le nuove generazioni. Mattarella definisce quindi la Repubblica una “storia di successo”, frutto dell’impegno collettivo di milioni di cittadini: «Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico», afferma, ricordando che in ogni famiglia italiana esiste una storia che contribuisce alla costruzione del Paese.

Le sfide del presente e l’appello ai giovani

Fondamentale, sottolinea il Presidente, il contributo della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura e della musica nella costruzione dell’identità italiana. In questo contesto, il servizio pubblico radiotelevisivo, con la Rai, è indicato come garanzia di pluralismo e strumento essenziale per la crescita dell’identità nazionale e per il coinvolgimento democratico dei cittadini.

Il Capo dello Stato richiama infine le sfide attuali: disuguaglianze, vecchie e nuove povertà, corruzione, infedeltà fiscale e reati ambientali, tutti elementi che rischiano di compromettere la coesione sociale, definita un bene prezioso ma mai definitivamente acquisito. Sottolinea inoltre come la Repubblica richieda un impegno costante da parte di tutti: «La Repubblica è un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il proprio livello di responsabilità. Perché la Repubblica siamo noi».

Infine, il messaggio si chiude con un appello diretto ai giovani, spesso descritti attraverso stereotipi che il Presidente invita a superare. «Scegliete il vostro futuro», afferma Mattarella, esortando le nuove generazioni a essere esigenti, coraggiose e consapevoli, e a sentirsi responsabili come la generazione che ottant’anni fa ha costruito l’Italia moderna. «Perché nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia», conclude il Capo dello Stato, ricordando che la vera forza del Paese risiede nella coesione sociale nella libertà e nella democrazia, prima di augurare buon 2026.

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L’articolo Mattarella per gli 80 anni della Repubblica: “La pace è irrinunciabile, ai giovani il futuro” proviene da Associated Medias.