di Redazione

Previsti tagli a caccia, bombardieri, navi e droni. Resterebbe però confermato lo scudo nucleare statunitense. Cresce la pressione sugli alleati europei perché aumentino rapidamente capacità e investimenti

Gli Stati Uniti si preparano a ridurre sensibilmente il proprio contributo operativo all’interno della Nato, chiedendo agli alleati europei di assumersi una quota maggiore della difesa del continente. È quanto sarebbe emerso durante una riunione riservata dei direttori delle politiche di difesa dell’Alleanza, svoltasi nei giorni scorsi a Bruxelles.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca e confermate da fonti diplomatiche, Washington avrebbe illustrato un piano di ridimensionamento che riguarderebbe diverse componenti strategiche delle forze messe a disposizione della Nato in caso di crisi in Europa.

Tra le ipotesi allo studio figurano una riduzione consistente dei bombardieri strategici e dei caccia assegnati all’Alleanza, oltre a un possibile ridimensionamento della presenza navale americana. In discussione ci sarebbero anche il numero di portaerei disponibili, meno cacciatorpediniere e il venir meno del contributo di sottomarini statunitensi nei dispositivi operativi Nato. Anche sul fronte tecnologico gli europei potrebbero essere chiamati a sostituire parte delle capacità garantite finora dagli Stati Uniti, inclusi i droni da ricognizione.

Al momento non esiste ancora un calendario ufficiale né una lista definitiva delle riduzioni previste, ma diverse fonti descrivono il cambiamento come “sostanziale”. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione americana è riequilibrare il peso della sicurezza euro-atlantica, riducendo quella che Washington considera una dipendenza eccessiva dell’Europa dalle capacità militari statunitensi.

La Nato, pur riconoscendo la portata della revisione in corso, sottolinea che non esistono rischi immediati per la deterrenza dell’Alleanza. Il comandante supremo delle forze Nato in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich, starebbe seguendo direttamente il processo di transizione.

Da tempo gli Stati Uniti chiedono agli alleati europei un aumento delle spese militari e una maggiore autonomia strategica. Nei giorni scorsi il segretario di Stato Marco Rubio aveva ribadito che il riequilibrio delle responsabilità non può più essere rinviato, invitando gli alleati a presentare misure concrete già nelle prossime riunioni ministeriali della Nato.

Nonostante il ridimensionamento annunciato, Washington avrebbe confermato il mantenimento dell’ombrello nucleare americano a protezione dell’Alleanza, considerato un elemento centrale della sicurezza occidentale.

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Comitato Militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che ha escluso l’ipotesi di un disimpegno statunitense dall’Europa. Secondo il vertice militare italiano, si tratterebbe piuttosto di una redistribuzione più equilibrata delle responsabilità tra Stati Uniti e partner europei, in linea con una richiesta avanzata da Washington anche nei confronti degli alleati dell’Indo-Pacifico.

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