di Emilia Morelli
Alex Pineschi, ex alpino e volontario italiano impegnato in Ucraina, è morto nel Donbass mentre operava con un’unità specializzata nei droni. Aveva combattuto in passato anche contro l’Isis al fianco dei curdi
Un altro italiano perde la vita nella guerra in Ucraina. Alex Pineschi, 42 anni, originario di La Spezia, è morto mentre combatteva nelle
regioni orientali del Paese come membro delle forze speciali legate all’intelligence militare di Kiev.
La notizia è stata diffusa attraverso i canali social di alcune organizzazioni che seguono i volontari stranieri impegnati nel conflitto. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, Pineschi sarebbe rimasto ucciso durante un’operazione nell’area di Liman, nel Donbass, insieme ad altri militari della sua unità specializzata nelle operazioni con droni. Circostanze che, al momento, non hanno ricevuto conferme ufficiali da parte delle autorità.
Con la sua morte sale a undici il numero degli italiani deceduti nel conflitto ucraino dall’inizio della guerra.
Dall’esperienza negli Alpini alla lotta contro l’Isis
La vita di Alex Pineschi era profondamente legata al mondo militare e alle missioni in aree di crisi internazionali. Da giovane aveva scelto di arruolarsi come volontario negli Alpini, coltivando una forte passione per la montagna e per la vita militare.
Negli anni successivi aveva deciso di lasciare l’Italia per raggiungere il Medio Oriente, dove tra il 2014 e il 2019 aveva combattuto al fianco dei Peshmerga curdi nella guerra contro l’Isis. In quel periodo aveva svolto anche attività di addestramento e supporto alle forze locali impegnate contro il terrorismo jihadista.
Più volte aveva raccontato pubblicamente la propria esperienza attraverso interviste, conferenze, pubblicazioni e contenuti diffusi online, spiegando di aver scelto di combattere perché convinto di sostenere una causa che riteneva giusta.
L’attività nella formazione tattica
Rientrato in Italia dopo gli anni trascorsi in Siria e Iraq, Pineschi aveva fondato Ap Tac, una struttura specializzata nella formazione tattica e nell’addestramento con armi da fuoco con sede operativa in provincia di Pavia.
Nel corso del tempo era diventato un volto conosciuto negli ambienti della sicurezza privata e dell’addestramento professionale, condividendo la propria esperienza maturata nei teatri di guerra attraverso corsi e attività formative.
La sua esperienza all’estero aveva attirato anche l’attenzione della magistratura italiana, che aveva aperto un fascicolo per verificare la natura della sua partecipazione ai conflitti in Medio Oriente. L’indagine si era però conclusa con l’archiviazione, riconoscendo il suo ruolo come volontario e non come mercenario.
Il rapporto complesso con la guerra in Ucraina
Curiosamente, nei primi anni del conflitto tra Russia e Ucraina, Pineschi aveva manifestato una certa distanza rispetto a quella guerra. In alcuni interventi pubblici risalenti al 2024 aveva dichiarato di non sentirsi particolarmente coinvolto dal conflitto in corso nell’Europa orientale.
Successivamente, però, la sua posizione era cambiata. Negli ultimi mesi aveva deciso di firmare un contratto con le forze armate ucraine, entrando a far parte di reparti operativi impegnati direttamente nelle attività sul fronte.
Una scelta che lo ha riportato in un contesto di guerra attiva fino alla tragica morte avvenuta nei giorni scorsi.
Il cordoglio sui social e nella sua città
La notizia della scomparsa ha generato numerosi messaggi di cordoglio sui social network. Amici, conoscenti e persone che avevano condiviso con lui esperienze professionali o militari hanno ricordato il suo impegno e la sua forte passione per il mondo delle forze armate.
A La Spezia, sua città d’origine, Pineschi era conosciuto sia per il suo passato negli Alpini sia per le attività svolte negli anni successivi nel settore della sicurezza e dell’addestramento.
Avrebbe compiuto 43 anni il prossimo ottobre.
Undici italiani morti dall’inizio del conflitto
Con la morte di Alex Pineschi si allunga l’elenco dei cittadini italiani deceduti nella guerra in Ucraina. Dal 2022 diversi connazionali hanno perso la vita combattendo sia nelle file ucraine sia in quelle filorusse.
Una lista che comprende combattenti volontari, ex militari e operatori impegnati in attività di supporto sul campo, a testimonianza di come il conflitto abbia coinvolto nel tempo persone provenienti da numerosi Paesi.
La scomparsa di Pineschi riporta ancora una volta l’attenzione sul ruolo dei volontari stranieri nella guerra tra Russia e Ucraina e sui rischi affrontati quotidianamente nelle zone di combattimento più attive del fronte orientale.
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