di Redazione
Barachini: “Difendere i contributi pubblici e introdurre nuove regole per le piattaforme digitali”
Roma torna al centro del dibattito sul futuro dell’informazione locale. Nel confronto nazionale promosso dalla FILE – Federazione Italiana Liberi Editori – insieme ad AGCI e al Consorzio Editoriale NASCE, editori, giornalisti, cooperative e rappresentanti istituzionali hanno discusso delle trasformazioni che stanno investendo il settore e delle misure necessarie per salvaguardare il pluralismo dell’informazione.
L’incontro, ospitato all’Hotel Nazionale, ha posto l’attenzione sul ruolo strategico dell’editoria territoriale, considerata un presidio democratico indispensabile per garantire partecipazione civica, controllo diffuso e rappresentazione delle comunità locali. Al centro del dibattito anche il rapporto tra piattaforme digitali e mercato pubblicitario, il sostegno pubblico al comparto, la tutela dell’autonomia editoriale e l’applicazione dell’European Media Freedom Act.
Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha ribadito la necessità di mantenere gli attuali strumenti di sostegno pubblico, respingendo l’ipotesi di tagli ai fondi destinati al settore. Secondo Barachini, la crescente concentrazione delle risorse pubblicitarie nelle mani delle grandi piattaforme online impone nuove regole: gli OTT, ha spiegato, devono contribuire alla produzione di contenuti di qualità e sottostare a norme analoghe a quelle previste per gli editori tradizionali, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale.
Dalla FILE è arrivata inoltre la richiesta di maggiore trasparenza nell’assegnazione delle campagne pubblicitarie istituzionali e di un rafforzamento delle misure a favore dell’informazione di prossimità, considerata essenziale per evitare un impoverimento democratico e culturale dei territori.
Tra gli interventi istituzionali anche quelli del presidente della Commissione Bilancio del Senato Nicola Calandrini, che ha difeso il sistema dei contributi pubblici all’editoria locale, ricordando il lavoro del governo per superare definitivamente i tagli previsti dal cosiddetto “emendamento Crimi”. Calandrini ha sottolineato come il pluralismo informativo non possa essere affidato esclusivamente alle logiche del mercato, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.
Posizioni convergenti anche da parte del Movimento 5 Stelle. Il senatore Orfeo Mazzella ha aperto alla possibilità di rivedere l’impianto della legge Crimi, sostenendo la necessità di finanziare in modo selettivo cooperative, realtà no profit e piccole testate territoriali, considerate un elemento fondamentale del tessuto democratico.
Sul fronte sindacale, la Fnsi ha chiesto un rafforzamento dei contributi pubblici accompagnato però da criteri più stringenti: premiare le aziende editoriali che investono nel lavoro stabile, applicano i contratti di categoria e mantengono presidi giornalistici nei territori.
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