di Redazione

Il Convento di Santa Maria sopra Minerva, bene demaniale, dopo lunghi anni di uso senza titolo, è stato dato in concessione di recente dall’Agenzia del Demanio alla Provincia Romana dei Frati Predicatori. Un atto fortemente significativo per il valore identitario del bene, per la comunità religiosa dei domenicani che si insediò lì nel XIII secolo

di Ennio Bassi

Alla sala Capitolare del Senato, dove di recente è stato esposto l”Ecce Homo” di Antonello da Messina, ora è esibita, per tre settimane, la nuova opera acquistata dal Ministero della cultura  “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” del Caravaggio, destinato al museo Barberini. E’ un’opportunità per i cittadini e visitatori del mondo in occasione della Festa della Repubblica. Per uscire sulla piazza della Minerva, dalla sala Capitolare si passa attraverso il chiostro, con affreschi barocchi di rara bellezza,  adiacente al complesso della Minerva.

Il Convento di Santa Maria sopra Minerva, bene demaniale, dopo lunghi anni di uso senza titolo, è stato dato in concessione di recente dall’Agenzia del Demanio alla Provincia Romana dei Frati Predicatori. Un atto fortemente significativo per il valore identitario del bene, per la comunità religiosa dei domenicani che si insediò lì nel XIII secolo. Il programma di apertura e valorizzazione del Chiostro, con affreschi barocchi di raro pregio, è anche un gesto generoso di restituzione al pubblico godimento di un luogo fortemente simbolico per la città. Il chiostro, percepito come spazio separato, diventa luogo di esperienza collettiva contemplativa, culturale, artistica.

Questa azione si pone in una strategia agli antipodi dell’etimologia della parola che contraddistingue questo spazio, “chiostro” appunto, legata all’idea di chiusura, separazione dal mondo esterno, senza peraltro minare la spiritualità e sacralità del luogo.  E, ancor più, la chiusura è scardinata dall’imminente operazione di digitalizzazione degli spazi e delle pitture, che potranno essere condivise in rete da un pubblico globale: la tecnologia al servizio dell’Umanità.

Si realizza un modello contemporaneo di valorizzazione del patrimonio pubblico, nel quale l’intervento collaborativo istituzionale ne attiva la funzione sociale e culturale. L’Agenzia del Demanio è promotrice del bene pubblico come infrastruttura viva, in grado di produrre connessioni, conoscenza, senso di appartenenza collettiva. L’edificio religioso della chiesa di S. Maria sopra la Minerva ha, infatti, radici antiche di sacralità e condivisione. Il suo chiostro rappresenta un’estensione realizzata a più riprese. Porta come retaggio la tradizione della sacralità, ma al contempo dell’idea di frequentazione fin dall’Evo antico, come dimostrato dall’epiteto che connota la chiesa, ovvero ” Minerva”.

In effetti nell’aria sorsero un tempio dedicato a Minerva, dea della sapienza per antonomasia e, successivamente, uno dedicato a Iside – grande madre egizia simbolo di regalità, dell’amore materno, dell’aspetto lunare e della magia- e uno a Serapide, introdotto da Tolomeo Lagide in Egitto, come divinità di compromesso che fosse accettabile per la comunità multietnica di Alessandria d’Egitto (Ebrei monoteistici, Greci e Egizi politeistici).

È sufficientemente noto il processo per cui Iside, una volta che sia scalzata dal cristianesimo, conservi nel culto mariano alcune sue caratteristiche. Dal mondo antico emerge dunque il primo insegnamento: accoglienza, anche nell’aspetto culturale, sincretismo religioso, sacralità del sapere (difeso da una divinità, Minerva, corrispondente, nel mondo latino, all’Athena greca, allegoria del “paziente e ingegnoso operare”).

Il Caravaggio appena acquistato dal Mic

Le radici antiche paiono persistere; già nel secolo VIII accanto a questi templi ormai diroccati sorgeva una piccola chiesa che papa Zaccaria concesse a delle monache basiliane fuggite dall’Oriente. È noto come San Basilio, vescovo e dottore della Chiesa, nato a Cesarea di Cappadocia, oggi Kayseri in Turchia, nel IV secolo d.C., rifiutasse l’isolamento degli eremiti e sostenesse che vivere insieme fosse il modo migliore per mettere in pratica la carità e l’amore fraterno. Non mancavano certo le funzioni liturgiche, ma era promosso anche lo studio delle Scritture e il lavoro manuale e intellettuale, nonché l’Istituzione dei primi monasteri aperti al prossimo, unendo la contemplazione all’assistenza verso i poveri, gli orfani e i malati.

La stabilizzazione definitiva dell’ordine domenicano non muta l’orientamento. “Contemplata aliistradere” -contemplare e trasmettere agli altri il frutto della contemplazione- unisce la profonda vita spirituale con l’impegno attivo nell’insegnamento e nel dibattito culturale. San Tommaso è sepolto nella Chiesa. Il suo pensiero ci offre insegnamenti estremamente pratici e attuali che tendono all’armonia e all’unità. Ci invita a non avere paura di pensare e di porci domande. La ragione è un dono da usare per ricercare la verità, senza cadere nel cieco fideismo, né nello scetticismo. Per conoscere la verità non dobbiamo imporre le nostre idee preconcette sul mondo, ma metterci in ascolto della realtà ed essere contemplativi. La conoscenza e la ricerca intellettuale non sono fini a sé stesse, ma devono accompagnarsi alle opere di carità.

L’altra illustre ospite della Chiesa della Minerva,  Santa Caterina da Siena, figura fondamentale nella storia religiosa e civile del Medioevo, mistica, teologa e consigliera instancabile dei papi, ricordata per aver riportato il papato da Avignone a Roma, attinge a piene mani, oltre che alla preghiera, all’impegno politico e sociale, operando in un mondo al contempo intriso di spiritualità e di concretezza.  Risiede nella Chiesa anche la tomba del Beato Angelico, proclamato patrono universale degli artisti da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 1984. Ha avuto la straordinaria capacità di coniugare fede e talento artistico, riuscendo a fondere le nuove geometrie del Rinascimento con la spiritualità del messaggio divino.

Per questi e molti altri motivi fortemente esemplificati negli spazi, il Chiostro, che fonde architettura e spiritualità, che rimanda nelle pitture a San Tommaso e al suo pensiero, che ospita il giardino (per dirlo alla greca un paradeisos di meditazione), può e deve trasformarsi in una naturale galleria di collegamento tra il pensiero religioso- filosofico e l’arte, connettendosi non solo con la comunità esterna quale monumento in sé, ma anche con le strutture limitrofe, come la Sala Capitolare di Palazzo della Minerva.

Divenire il naturale spazio peripatetico di riflessione, talora dopo l’esperienza dell’incontro con il capolavoro, è un altro dei tanti, nuovi significati dinamici che potenzialmente questo spazio può assumere. Al dinamismo dell’Agenzia del demanio che rappresenta uno Stato che condivide, agevola e innesca virtuosi meccanismi di servizi culturali alla collettività, corrisponde,simmetricamente, un’architettura che si pone gli stessi obiettivi, che sia un chiostro del pensiero e di contemplazione. Basta solo riflettere sulla dimensione stratigrafica del bene e sulle tante anime che rappresenta.

L’Agenzia del demanio si pone così come elemento di raccordo tra le Istituzioni, favorisce le loro attività, e la fruizione del bene, tra memoria storica e contemporaneità, rendendo il patrimonio dello Stato un’infrastruttura culturale aperta, capace di produrre valore collettivo e identità condivisa.

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