di Mario Tosetti

Risultato negativo il test per Ebola effettuato sulla dottoressa di Medici Senza Frontiere rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo. L’Italia rafforza la sorveglianza sanitaria e chiede più coordinamento all’Unione europea

ebolaNon emergono casi di Ebola in Italia dopo il rientro di una dottoressa italiana impegnata in missione con Medici Senza Frontiere nella Repubblica Democratica del Congo. Il test diagnostico eseguito presso l’Istituto Spallanzani di Roma ha infatti dato esito negativo.

La conferma è arrivata direttamente dal Ministero della Salute, che ha precisato come la professionista sanitaria non presentasse sintomi riconducibili alla malattia al momento del suo arrivo in Italia. Nonostante ciò, in via precauzionale, è stato deciso di sottoporla agli accertamenti previsti dai protocolli sanitari nazionali.

La dottoressa aveva avuto contatti con persone risultate positive al virus durante la sua attività sul campo nelle aree interessate dall’epidemia.

Quarantena precauzionale allo Spallanzani

Dopo il rientro a Roma, avvenuto nella notte precedente all’esecuzione degli esami, la sanitaria è stata trasferita presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani, struttura di riferimento per la gestione delle emergenze infettive in Italia.

Pur in assenza di sintomi, il medico ha accettato di sottoporsi al test e di osservare il periodo di monitoraggio previsto dalle procedure sanitarie. Le autorità hanno ribadito che tutte le attività di controllo sono state attivate in modo tempestivo per garantire la massima sicurezza.

Il Ministero: “Non c’è alcun allarme Ebola”

Il Ministero della Salute ha voluto rassicurare la popolazione sottolineando che attualmente non esiste alcuna situazione di emergenza sanitaria nel Paese.

Le autorità sanitarie stanno comunque mantenendo alta l’attenzione sull’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale attraverso un costante coordinamento con le regioni, gli enti territoriali e le organizzazioni sanitarie coinvolte.

L’obiettivo resta quello di monitorare eventuali rischi legati alla diffusione del virus e garantire una risposta rapida in caso di necessità.

L’Italia chiede un coordinamento europeo sui controlli

Parallelamente alle attività sanitarie nazionali, il governo italiano ha sollecitato un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea nella gestione della situazione.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una comunicazione ai vertici delle istituzioni europee chiedendo un rafforzamento del coordinamento sui controlli alle frontiere e sulle procedure di prevenzione nei confronti dei viaggiatori provenienti dalle aree colpite dall’epidemia.

La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto la richiesta e ha annunciato che fornirà una risposta nelle prossime settimane.

Bruxelles punta sullo screening dei viaggiatori

Secondo la posizione attualmente condivisa a livello europeo, la misura considerata più efficace consiste nel rafforzamento dei controlli sanitari in uscita dalle regioni interessate dall’epidemia.

La Commissione europea ha spiegato che gli Stati membri stanno già collaborando attraverso il Comitato per la Sicurezza Sanitaria, che monitora costantemente la situazione e valuta eventuali ulteriori interventi.

Bruxelles ha inoltre ricordato di aver attivato strumenti di supporto logistico, assistenza tecnica e risorse specializzate per aiutare i Paesi africani coinvolti a contenere la diffusione del virus.

Verso un confronto tra i ministri della Salute europei

L’Italia punta ora a portare il tema al centro dell’agenda europea. Il governo ha chiesto infatti una riunione straordinaria dei ministri della Salute già nei prossimi giorni, oltre a un approfondimento durante il Consiglio EPSCO previsto a metà giugno.

L’obiettivo è definire una strategia comune che consenta ai Paesi membri di affrontare in modo coordinato i possibili rischi sanitari collegati agli spostamenti internazionali.

Anche il Consiglio europeo di giugno potrebbe dedicare spazio alla questione, su proposta avanzata direttamente da Roma.

Sorveglianza rafforzata per chi arriva dalle aree colpite

Sul piano interno, il Ministero della Salute e la Protezione Civile hanno già predisposto specifiche misure di controllo per i viaggiatori provenienti dalle zone interessate dai focolai.

Le procedure prevedono monitoraggi sanitari mirati, attività di vigilanza negli scali internazionali e protocolli di segnalazione per eventuali casi sospetti.

Le autorità ribadiscono che la situazione è sotto controllo e che il sistema sanitario nazionale dispone degli strumenti necessari per gestire eventuali emergenze, mantenendo elevati standard di prevenzione e sicurezza.

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