di Emilia Morelli
Svolta nel caso Garlasco: il Tribunale di Sorveglianza di Milano concede ad Alberto Stasi l’affidamento in prova ai servizi sociali. Dopo oltre dieci anni di carcere, l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi lascia il penitenziario di Bollate
Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali e potrà lasciare il carcere di Bollate dopo oltre dieci anni e mezzo di detenzione. La decisione è stata assunta dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e rappresenta uno dei passaggi più significativi nella lunga vicenda giudiziaria legata al delitto avvenuto nel 2007.
La misura arriva dopo il percorso di semilibertà già concesso negli anni scorsi e consente a Stasi di proseguire l’esecuzione della pena all’esterno dell’istituto penitenziario, sotto il controllo dei servizi sociali.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza
L’istanza era stata esaminata nei giorni scorsi dai giudici milanesi, che hanno valutato il comportamento tenuto da Stasi durante la detenzione, il percorso di reinserimento e l’attività lavorativa svolta all’esterno del carcere. Dopo la camera di consiglio è arrivato il via libera alla misura alternativa.
Con l’affidamento in prova, l’ex fidanzato di Chiara Poggi non dovrà più rientrare quotidianamente in carcere come avveniva durante la semilibertà, pur restando sottoposto alle prescrizioni previste dall’autorità giudiziaria.
Sullo sfondo la nuova inchiesta su Andrea Sempio
La decisione arriva mentre prosegue la nuova indagine della Procura di Pavia che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Negli ultimi mesi gli sviluppi investigativi, in particolare quelli relativi alle nuove analisi genetiche e alle consulenze tecniche, hanno riacceso il dibattito sulla ricostruzione del delitto.
I legali di Stasi ritengono che il nuovo materiale raccolto dagli investigatori possa aprire la strada a una richiesta di revisione della condanna definitiva. Secondo la difesa, l’istanza potrebbe essere presentata entro l’estate.
Una vicenda giudiziaria lunga quasi vent’anni
Condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2015, Alberto Stasi ha sempre proclamato la propria innocenza. Dopo anni di detenzione a Bollate ha ottenuto prima il lavoro esterno, poi la semilibertà e ora l’affidamento in prova ai servizi sociali.
La sua uscita dal carcere rappresenta una svolta sul piano dell’esecuzione della pena, ma non chiude il capitolo giudiziario legato al delitto di Garlasco. La nuova inchiesta e la possibile richiesta di revisione continuano infatti a mantenere aperto uno dei casi più controversi della cronaca italiana.
Cosa succede adesso
Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà su due fronti distinti. Da una parte l’esecuzione della pena di Stasi attraverso l’affidamento ai servizi sociali, dall’altra gli sviluppi dell’indagine su Andrea Sempio e le eventuali iniziative della difesa per ottenere la revisione del processo.
Dopo quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua dunque a produrre nuovi sviluppi giudiziari e a occupare il centro del dibattito pubblico.
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