di Martina Esposito
È ufficiale il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dopo 735 giorni di guerra. Ratificato nella notte dal governo israeliano, l’accordo prevede il ritiro delle truppe dell’IDF sotto copertura di bombardamenti e la liberazione di ostaggi da parte di Hamas entro 72 ore
Dopo due anni di conflitto, è entrato ufficialmente in vigore il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, in seguito all’approvazione dell’accordo da parte del governo israeliano nella notte. L’intesa, siglata nella giornata di ieri, prevede la fine delle ostilità e l’avvio di un piano di monitoraggio internazionale. Una task force congiunta composta da circa 200 soldati statunitensi, insieme a militari provenienti da Egitto, Qatar, Turchia e — con ogni probabilità — Emirati Arabi Uniti, supervisionerà il rispetto della tregua sul terreno.
Le clausole dell’accordo e i primi scambi
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, l’accordo prevede che, entro 72 ore dal completamento del ritiro israeliano, Hamas dovrà rilasciare tutti gli ostaggi ancora in vita. Nella prima fase dell’intesa, prevista per lunedì o martedì, verranno liberati venti ostaggi in cambio di 1.950 prigionieri palestinesi, tra i quali non figurerà Marwan Barghouti. Hamas ha inoltre chiesto dieci giorni per la restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti.
Sul fronte politico, il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato il successo dell’intesa affermando che “la guerra è finita” e promettendo “una pace duratura”. Lo stesso leader americano è atteso in Israele domenica, per poi recarsi in Egitto alla cerimonia ufficiale della firma. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato: “Ora dategli il Nobel per la Pace”.
Il ritiro dell’Idf sotto i bombardamenti
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha avviato il ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza, spostandole verso la cosiddetta “Linea Gialla”, linea di smobilitazione concordata con Hamas. Tuttavia, il ritiro avviene sotto stretta copertura militare: l’IDF ha proseguito durante la notte e la mattinata con pesanti bombardamenti di artiglieria e raid aerei in alcune aree della Striscia, come riportato dal Times of Israel. Alcune unità sono già state completamente ritirate, mentre altre stanno ripiegando gradualmente verso le nuove linee di schieramento. L’obiettivo è completare il disimpegno entro mezzogiorno, le 11 ora italiana.
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