di Emilia Morelli

Ettore Prandini eletto presidente dell’Aia. Dalle battaglie contro la carne coltivata ai rapporti con il governo Meloni, il ruolo del leader Coldiretti nell’agricoltura italiana

prandiniL’elezione di Ettore Prandini alla presidenza dell’Associazione Italiana Allevatori rafforza ulteriormente il peso di Coldiretti nel sistema agricolo nazionale. Imprenditore agricolo bresciano e presidente nazionale della Confederazione dal 2018, Prandini è ormai considerato uno dei protagonisti più influenti del comparto agroalimentare italiano.

Negli ultimi anni il suo nome è stato legato a numerose battaglie politiche e mediatiche, a partire dalla dura opposizione alla carne coltivata. Proprio durante le proteste contro il disegno di legge che vietava produzione e commercializzazione degli alimenti sintetici, nel 2023, il leader Coldiretti fu protagonista di un acceso scontro verbale con il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova davanti a Montecitorio. Un episodio che contribuì a consolidare l’immagine di Prandini come figura centrale e combattiva del sindacato agricolo.

Le priorità annunciate per gli allevatori

Dopo la nomina all’Aia, Prandini ha indicato le linee guida del suo mandato, puntando su redditività delle imprese, innovazione tecnologica, benessere animale e biosicurezza. Tra gli obiettivi dichiarati anche quello di rafforzare un modello produttivo basato su qualità, sostenibilità e trasparenza.

Il tema resta però divisivo. Diverse inchieste giornalistiche e indagini giudiziarie hanno infatti acceso i riflettori sulle criticità del settore zootecnico, soprattutto per quanto riguarda gli allevamenti intensivi e l’utilizzo dei fondi europei della Politica agricola comune. Secondo molti esperti ambientali, la crescita delle grandi aziende e la progressiva scomparsa delle piccole realtà agricole continuano a porre interrogativi sulla sostenibilità del modello produttivo italiano.

Prandini, al contrario, difende il comparto sostenendo che la zootecnia italiana rappresenti una delle più avanzate e sostenibili d’Europa.

Il ruolo di Coldiretti nella politica agricola italiana

Figlio dell’ex ministro democristiano Giovanni Prandini, Ettore Prandini guida insieme a Vincenzo Gesmundo e Federico Vecchioni quello che molti osservatori definiscono il “triangolo di potere” dell’agricoltura italiana.

Accanto alla guida di Coldiretti e ora dell’Aia, Prandini ricopre numerosi incarichi nel mondo agricolo e cooperativo. È presidente di Uecoop, dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e dell’Istituto sperimentale Spallanzani, oltre a essere consigliere del Consorzio Agrario Lombardo Veneto.

Nel tempo Coldiretti ha consolidato una forte capacità di interlocuzione con i governi di ogni colore politico. Con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni il rapporto è apparso particolarmente stretto, soprattutto sulle questioni della sovranità alimentare, della difesa del Made in Italy e del contrasto alla carne coltivata.

L’asse con Lollobrigida e le battaglie comuni

Tra Prandini e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida si è consolidata negli anni una sintonia politica evidente. Oltre alla campagna contro la carne sintetica, i due condividono posizioni comuni anche sul tema della caccia e sulle politiche di tutela della filiera agroalimentare italiana.

Non sono mancate polemiche per alcune aperture sostenute da Coldiretti, come l’ingresso di McDonald’s nella fondazione Filiera Italia. Una scelta difesa sia dal sindacato agricolo sia dal ministro, convinti che possa valorizzare le eccellenze alimentari italiane su larga scala.

Le ipotesi di candidatura politica

Negli ultimi anni il nome di Prandini è stato più volte accostato alla politica nazionale. Fratelli d’Italia lo avrebbe valutato come possibile candidato alla guida della Lombardia e, in alcune fasi, anche come potenziale successore di Lollobrigida al ministero dell’Agricoltura.

Il presidente Coldiretti ha però sempre respinto l’idea di un incarico elettivo, ribadendo pubblicamente di voler restare alla guida dell’organizzazione agricola. Una scelta motivata con una frase che sintetizza bene il suo approccio: guidare Coldiretti, secondo Prandini, significa già fare politica.

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