di Ennio Bassi

Il sisma è stato avvertito in quattro regioni del Paese. Le autorità escludono il rischio tsunami, mentre proseguono le verifiche su eventuali danni

Un violento terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito il nord del Cile nel tardo pomeriggio di martedì, provocando momenti di paura in diverse città del Paese. L’epicentro è stato localizzato a circa 20 chilometri a nord-est di Calama, nella regione di Antofagasta, una delle principali aree minerarie cilene.

La scossa è stata registrata alle 17.53 ora locale ed è stata percepita chiaramente in almeno quattro regioni: Arica e Parinacota, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. A renderlo noto è stato il Senapred, il Servizio nazionale cileno per la prevenzione e la risposta ai disastri.

Nonostante la forte intensità del sisma, le autorità hanno escluso il rischio di tsunami lungo le coste del Paese. Il Centro sismologico nazionale ha spiegato che le caratteristiche del terremoto non risultano compatibili con la generazione di onde anomale. Anche il Servizio idrografico e oceanografico della Marina cilena (Shoa) ha confermato l’assenza di pericoli per le aree costiere.

Nel frattempo le squadre di emergenza sono state mobilitate per monitorare la situazione e verificare eventuali conseguenze su edifici, infrastrutture e servizi essenziali. Al momento non risultano vittime né danni gravi, ma i controlli proseguono nelle zone maggiormente interessate.

A Calama, città vicina all’epicentro, il terremoto ha causato scene di forte tensione anche all’interno di un centro sportivo, dove le immagini diffuse sui social mostrano attrezzi e strutture oscillare violentemente durante la scossa.

Il Cile è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico al mondo, trovandosi lungo la cosiddetta “cintura di fuoco” del Pacifico, area caratterizzata da intensa attività tettonica e vulcanica.

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