di Redazione
Gli Stati Uniti hanno rilanciato l’operazione militare “Project Freedom”, destinata a garantire la scorta navale alle imbarcazioni commerciali in transito nello stretto strategico per il commercio energetico mondiale.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha convocato oggi una riunione del governo alla Casa Bianca, annullando il trasferimento a Camp David inizialmente previsto. Il summit arriva in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Washington e Teheran, mentre i negoziati per mettere fine alla guerra risultano in fase di stallo.
Secondo fonti dell’amministrazione americana, sul tavolo ci saranno soprattutto il dossier iraniano e le questioni economiche. La tensione è tornata a salire dopo che l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco con raid nel sud del Paese, nella regione di Hormozgan, dove si trova il porto strategico di Bandar Abbas.In una nota diffusa dall’emittente statale Irib, il ministero degli Esteri iraniano ha parlato di “atti aggressivi” da parte delle forze armate americane, denunciando la “malizia e l’ipocrisia” di Washington e assicurando che la Repubblica islamica “non esiterà a difendere la nazione iraniana”. Teheran ha inoltre accusato l’esercito americano di terrorismo e ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità di ogni conseguenza derivante dagli attacchi.
Dal canto loro, le forze armate statunitensi hanno definito le operazioni “azioni di autodifesa” contro postazioni missilistiche e imbarcazioni impiegate per la posa di mine nello Stretto di Hormuz. Trump, almeno per ora, non ha commentato direttamente gli episodi, già liquidati in passato come semplici “scaramucce”. Restano però forti ostacoli sulla strada di un’intesa complessiva. Da settimane Washington e Teheran lavorano a un memorandum preliminare, ma il nodo principale riguarda il destino dei circa 440 chili di uranio arricchito al 60% accumulati dall’Iran. Trump punta alla consegna o alla distruzione del materiale nucleare, mentre Teheran chiede in cambio lo sblocco immediato di miliardi di dollari congelati all’estero.
Secondo l’agenzia Tasnim, potrebbero essere liberati beni iraniani per un valore di 24 miliardi di dollari qualora si arrivasse a un accordo, con una prima tranche disponibile subito dopo l’annuncio dell’intesa. Tuttavia, secondo indiscrezioni della Cnn, lo sblocco effettivo sarebbe subordinato alla riapertura completa dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno rilanciato l’operazione militare “Project Freedom”, destinata a garantire la scorta navale alle imbarcazioni commerciali in transito nello stretto strategico per il commercio energetico mondiale. Secondo il Wall Street Journal, nei prossimi giorni una decina di navi — tra superpetroliere e cargo container — verranno accompagnate dalla marina americana. Una petroliera greca con due milioni di barili di greggio avrebbe già attraversato l’area sotto protezione militare.
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