di Ennio Bassi

Perquisizioni nella sede centrale del Partito socialista spagnolo a Madrid nell’ambito di un’indagine su presunti finanziamenti illeciti. L’operazione arriva mentre cresce la pressione politica sul premier Pedro Sánchez, già alle prese con il caso giudiziario che coinvolge l’ex capo del governo José Luis Rodríguez Zapatero

Nuova bufera politica in Spagna dopo l’ingresso degli agenti della Guardia Civil nella sede nazionale del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe), in via Ferraz a Madrid. L’operazione, avvenuta nella mattinata di mercoledì 27 maggio, è legata a un’inchiesta su presunti finanziamenti irregolari che coinvolgerebbe il partito guidato dal premier Pedro Sánchez.

Secondo le prime informazioni diffuse dai media spagnoli, gli investigatori dell’Unità centrale operativa specializzata nei reati economici avrebbero richiesto documentazione relativa a movimenti di denaro e rimborsi effettuati tra il 2017 e il 2024. L’indagine, coordinata dal giudice dell’Audiencia Nacional Ismael Moreno, punta a verificare possibili pagamenti in contanti destinati a dirigenti e collaboratori del partito.

Gli accertamenti si inseriscono in un clima politico già estremamente teso per il governo socialista. Al centro dell’attenzione c’è infatti anche il cosiddetto “caso Koldo”, lo scandalo sulle presunte tangenti legate alla fornitura di materiale sanitario durante l’emergenza Covid-19, che ha coinvolto l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos e il suo ex consulente Koldo García.

Parallelamente continua a far discutere l’inchiesta che vede protagonista l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero. Sebbene le perquisizioni nella sede del Psoe non risultino formalmente collegate al procedimento che riguarda l’ex capo del governo, il susseguirsi delle indagini sta alimentando forti pressioni sull’esecutivo Sánchez.

Negli ultimi giorni il nome di Zapatero è tornato al centro del dibattito pubblico dopo il ritrovamento, nel suo ufficio di Madrid, di gioielli e orologi di lusso per un valore stimato tra i due e i tre milioni di euro. Gli investigatori sospettano che i beni possano essere riconducibili a un presunto sistema di riciclaggio e traffico d’influenze legato al salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia.

L’ex premier socialista è accusato di aver preso parte a una rete internazionale che, secondo gli inquirenti, avrebbe collegamenti con il Venezuela e la Cina. Le indagini ipotizzano flussi di denaro irregolari verso società vicine alla sua famiglia, comprese aziende riconducibili alle figlie Laura e Alba Rodríguez Espinosa. I legali di Zapatero respingono tutte le accuse, sostenendo che i pagamenti contestati riguardassero normali attività di consulenza.

Nel frattempo Pedro Sánchez, impegnato oggi in visita ufficiale a Roma, dovrà affrontare una conferenza stampa particolarmente delicata. Il premier spagnolo, che incontrerà Papa Leone XIV, ha ribadito nelle ultime ore la propria fiducia nei confronti dell’ex leader socialista, mentre all’interno della maggioranza crescono malumori e richieste di chiarimenti.

Le opposizioni, guidate dal leader del Partito popolare Alberto Núñez Feijóo, accusano il governo di essere travolto da una spirale di scandali e corruzione. Ma segnali di nervosismo emergono anche tra gli alleati parlamentari del Psoe.

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