di Emilia Morelli

Il Regno Unito vieta i social network ai minori di 16 anni. Il governo di Keir Starmer annuncia una delle norme più severe al mondo: stop a TikTok, Instagram, Facebook, YouTube e Snapchat per gli adolescenti. Ecco come funzionerà il nuovo sistema

Il Regno Unito si prepara a introdurre una delle normative più restrittive al mondo sull’utilizzo dei social network da parte dei minori. Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato il divieto di accesso alle principali piattaforme social per tutti gli utenti sotto i 16 anni, una socialmisura che punta a contrastare i rischi legati alla salute mentale, al cyberbullismo e all’esposizione a contenuti dannosi online.

L’iniziativa segue il modello già adottato dall’Australia ma, secondo il governo britannico, introdurrà controlli ancora più severi e un sistema di protezione più ampio per bambini e adolescenti.

Quali social saranno vietati

Le restrizioni riguarderanno gran parte delle piattaforme più utilizzate dai giovani: TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat, YouTube e X saranno incluse nel divieto. Le aziende dovranno impedire ai minori di 16 anni di aprire o mantenere un account attraverso sistemi di verifica dell’età più rigorosi rispetto a quelli attualmente utilizzati.

Resteranno invece esclusi dal provvedimento i servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal, considerati strumenti di comunicazione piuttosto che social network tradizionali.

Non solo social: nuove limitazioni per videogiochi e chatbot IA

La riforma non si limiterà alle piattaforme social. Il governo britannico intende vietare ai minori anche alcune funzionalità considerate particolarmente rischiose, come le dirette streaming e i contatti con sconosciuti all’interno di videogiochi e servizi online.

Particolare attenzione viene riservata anche all’intelligenza artificiale. I cosiddetti chatbot sentimentali o “companion AI”, progettati per simulare relazioni affettive o romantiche, saranno vietati agli under 18.

Perché Londra ha deciso di intervenire

Alla base della decisione ci sono le crescenti preoccupazioni sugli effetti dei social media sul benessere psicologico dei giovani. Negli ultimi anni numerose associazioni, esperti e famiglie hanno denunciato l’impatto di fenomeni come dipendenza digitale, isolamento sociale, cyberbullismo e diffusione di contenuti dannosi.

Secondo i dati raccolti durante la consultazione pubblica promossa dal governo, circa nove genitori su dieci si sono dichiarati favorevoli all’introduzione di un limite di età per l’accesso ai social network.

Le critiche delle Big Tech

L’annuncio ha provocato la reazione immediata delle grandi aziende tecnologiche. Meta, Snapchat e YouTube hanno espresso dubbi sull’efficacia del divieto, sostenendo che una misura generalizzata potrebbe spingere molti adolescenti verso piattaforme meno controllate e meno sicure.

Alcuni esperti evidenziano inoltre le difficoltà tecniche legate all’applicazione delle nuove regole e alla verifica certa dell’età degli utenti, un problema che già altri Paesi stanno affrontando.

Un precedente destinato a fare scuola

La scelta britannica potrebbe avere effetti ben oltre i confini del Regno Unito. Diversi governi europei stanno infatti valutando misure analoghe per rafforzare la tutela dei minori online, mentre cresce il dibattito internazionale sul ruolo delle piattaforme digitali nella vita dei più giovani.

Se il Parlamento approverà il piano nei tempi previsti, il divieto entrerà in vigore nella primavera del 2027. Per il governo Starmer si tratta di una svolta culturale prima ancora che normativa: l’obiettivo dichiarato è restituire ai ragazzi una parte dell’infanzia e dell’adolescenza sottratta negli ultimi anni agli schermi degli smartphone.

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