di Redazione

Tra spiritualismo e tecnologia- fino al 30 giugno- Metawork presenta una panoramica sul lavoro dell’artista, incluse le sperimentazioni con IA

Metawork United Portraits © Foto Alessandra Ammirati

Con oltre 60 opere, le meravigliose sale della Gran Galleria della Reggia di Caserta ospitano fino al 30 giugno la mostra Metawork dedicata al maestro Michelangelo Pistoletto. La rassegna abbraccia in modo completo più linguaggi e offre una panoramica sulle diverse tematiche toccate da Pistoletto lungo il prolifico percorso della sua carriera. Si tratta di un’importante ricerca che riflette su più campi di indagine come la sostenibilità, la comunicazione e il dialogo con la possibilità di approcciare alla visione rivoluzionaria dell’artista sulle nostre interconnessioni e trasformazioni.

Segno Arte © Foto Alessandra Ammirati

La mostra, a cura di Tiziana Maffei e prodotta dal Museo Reggia di Caserta e da Opera Laboratori, in collaborazione con Cittadellarte  Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, sin dal titolo vuol mettere in risalto l’aspetto tecnologico delle sperimentazioni che caratterizzano il lavoro più recente dell’artista.

L’opera Metawork-United Portraits (2024), che dà il titolo alla mostra, viene proposta per la prima volta in occasione della mostra. Si tratta di fusioni fotografiche di identità individuali tramite intelligenza artificiale per simboleggiare la transizione da “io” a “noi”. I ritratti fotografici utilizzati provengono da otto cittadini di Cittadellarte accoppiati in quattro diverse combinazioni: uomo-uomo, donna-donna, uomo-donna e donna-uomo così da creare ibridi che generano nuove identità composite che vengono a loro volta combinati creando nuove fusioni visive e identitarie.

La mostra

Percorrendo gli spazi della mostra si comprende come l’arte di Michelangelo Pistoletto sia rivolta a ristabilire un contratto tra l’esperienza artistica e il mondo esterno: molti dei suoi lavori hanno come focus l’apertura al dialogo, l’incontro e lo scambio e si fondano sulla relazione e la partecipazione. In particolare, le opere in mostra esplorano il dialogo tra arte, spiritualità, società e tecnologia.

Figura chiave dell’arte contemporanea italiana e uno dei principali esponenti dell’Arte Povera – movimento artistico nato negli anni ’60 in Italia attorno alla figura di Germano Celant – ha saputo interpretate in maniera radicale il rinnovamento del linguaggio artistico con una produzione prolifica e sempre originale. La sua carriera è segnata da una costante esplorazione del rapporto tra arte e società, nonché dall’uso innovativo di materiali e tecniche.

Divisione Moltiplicazione Terzo Paradiso © Foto Alessandra Ammirati

L’artista nell’esposizione ci spinge, come è solito fare, a confrontarci sia con noi stessi che con l’altro in una riflessione sul rapporto tra diversità culturale e armonia globale e sul ruolo delle religioni e delle identità – grazie anche all’uso di specchi e materiali poveri per rappresentare la realtà e la molteplicità. Pistoletto, a seguito delle sue ultime ricerche, amplia poi la questione all’interno del contesto più contemporaneo tramite l’utilizzo di tecnologia moderna integrata nelle sue opere come i QR code e l’intelligenza artificiale, mostrando un approccio innovativo e interdisciplinare.

Tecnologia e Innovazione

Tramite esplorazioni tecnologiche che collegano passato e futuro, Pistoletto utilizza nuove tecnologie per ridefinire i confini dell’arte come con l’utilizzo dei QR code con i quali lavora dal 2019. Nell’opera QR Code Possession – Autoritratto (2019- 2023) l’artista utilizza un quadro specchiante dove la figura serigrafata è Pistoletto stesso sul cui corpo sono impressi come tatuaggi dodici QR code. Inquadrandoli è possibile accedere a immagini e testi relativi a diversi momenti chiave della sua ricerca artistica. Nell’ottica che dei Quadri specchianti il, QR code aggiunge un nuovo livello di memoria, inserendosi nel dialogo tra la staticità dell’immagine fotografica e le mutevoli immagini riflesse che si generano sulla sua superficie.

Con Qr Code Possession – The Formula of Creation Meetings (2023) il QR viene utilizzato per creare un archivio multimediale dinamico: Le grandi tele dipinte con QR code colorati, che richiamano l’aspetto di quadri astratti, offrono accesso a una serie di video-documenti che immortalano venti incontri. In queste conversazioni, Pistoletto ha esplorato il suo libro La Formula della Creazione, confrontandosi con figure di spicco provenienti dall’arte, dalla politica, dalla scienza e dalla religione, creando un ponte tra discipline e prospettive diverse.

Conflitto e Armonia

Le opere di Michelangelo Pistoletto esplorano i contrasti e le tensioni, sia a livello materiale che concettuale come Love Difference – Amare le differenze (2005), un manifesto politico e artistico contro il livellamento delle diversità. L’installazione si compone da tubi al neon di diverso colore che ripropongono lo slogan Love Difference in diverse lingue – l’artista decide di utilizzare soprattutto quelle meno parlate, prediligendo, ad esempio, il catalano allo spagnolo. Il cuore dell’opera sta nel fatto che l’uniformità e la diversità incarnano i due poli opposti che esprimono la più intensa tensione conflittuale del mondo contemporaneo. Promuovere una politica basata sul valore di “amare le differenze” risulta fondamentale per aprire la strada a nuove visioni e opportunità all’interno del tessuto sociale globale.

L’installazione Divisione Moltiplicazione – Terzo Paradiso(2024) suggerisce una tensione tra divisione come fonte di conflitto e moltiplicazione come creazione di nuove possibilità, in linea con il tema dell’armonia raggiunta attraverso il dialogo tra opposti. L’opera è composta da otto coppie di specchi, ciascuna delle quali reca il simbolo del Terzo Paradiso, una reinterpretazione del segno matematico dell’infinito: i due cerchi che rappresentano i poli opposti di natura e artificio, Pistoletto introduce un terzo cerchio. Questo elemento centrale simboleggia il grembo generativo di una nuova umanità, capace di superare il conflitto distruttivo che oggi caratterizza il rapporto tra natura e artificio nella società contemporanea.

Pistoletto osserva che uno specchio è in grado di riflettere qualsiasi cosa tranne se stesso, tuttavia, quando lo specchio viene diviso in due parti e le due metà vengono progressivamente inclinate lungo l’asse della loro separazione, le immagini riflesse si moltiplicano. Il concetto di suddivisione diventa quindi un fondamento universale per lo sviluppo organico e, in ambito sociale, per la condivisione come alternativa ai modelli di accumulo ed esclusione.

Arte e Spiritualità

Michelangelo Pistoletto riflette sul rapporto tra arte e spiritualità, che si riscontra già dai suoi primi lavori, mettendo in dialogo diverse religioni o proponendo riflessioni universali sulla fede. Nell’opera Il tempo del giudizio (2009), esposta nell’ala ovest del Palazzo reale, realizza un tempio attraverso i simboli delle tre principali religioni monoteistiche (cristianesimo, islam, ebraismo) e il buddismo creando delle connessioni tra esse tramite l’uso di specchi. Gli elementi che rappresentano ogni religione sono posti di fronte a una superficie specchiante e dialogano con le altre proprio rivolgendosi all’interno dello specchio ed incontrandone lo sguardo diretto grazie al riflesso. Il cristianesimo è rappresentato da un inginocchiatoio, l’islam da un tappeto da preghiera, il buddismo da una statua del Budda, mentre l’ebraismo è rappresentato direttamente da due specchi che riproducono la forma delle Tavole della Legge.

Il tema religioso è affrontato anche con Terzo Paradiso – Le Religioni (2003-2004): l’opera si presenta come una moquette calpestabile posta sul pavimento che prende la forma del Terzo Paradiso, un simbolo universale che armonizza le opposte polarità di natura e artificio. Questo è stato concepito e ideato dall’artista nel 2003 e verrà assunto a Formula della Creazione nel corso della sua ricerca successiva e riprodotto in molteplici modi e dimensioni (come è possibile osservare su alcune stampe poste sulle pareti della sala). Pistoletto fa correre sulla linea del Terzo Paradiso i simboli di diverse religioni, dalle più conosciute alle meno note, anche per dare voce a minoranze che spesso non vengono prese in considerazione. Creando un unico flusso, anche in quest’opera, invita le diverse religioni a interagire in un dialogo capace di trasformare le loro differenze, spesso all’origine di conflitti dolorosi e divisivi, in un’occasione di pacifica convivenza. Questo confronto mira non solo a valorizzare e integrare le peculiarità di ciascuna fede, ma anche a generare una comprensione più profonda della loro essenza comune, radicata nella spiritualità e nell’umanità condivisa che le accomuna.

Terzo Paradiso Foto di Alessandra Ammirati

Identità e Collettività

Il Segno Arte di Pistoletto è una figura che Pistoletto concepisce partendo dal disegno dell’uomo vitruviano: si forma dall’intersezione di due triangoli isosceli che si inscrive in un corpo umano con le braccia alzate e gambe divaricate e che corrisponde alla sua massima estensione. Partendo da questa, l’artista la utilizza in diversi oggetti in quanto tutto declinabile in essa: realizza così una vasta produzione di opere con questa forma e che possiamo vedere all’interno della mostra: porte, finestre, tavoli, panche, letti, lavandini, termosifoni, scaffali, contenitori di rifiuti, zerbini, un tavolo da ping-pong, e altri oggetti.

L’enfatizzazione dell’uguaglianza nella diversità è uno dei temi cardine della mostra e del lavoro di Pistoletto che affronta con la serie di Quadri specchianti Messa a nudo (2020). Concepito poco prima della pandemia del corona virus, l’artista fa uso delle sue celebri superfici riflettenti su cui applica delle serigrafie che raffigurano persone completamente nude. Queste, appartenenti a divere etnie, generi ed età, si mescolano tra di loro e con le immagini dei visitatori che si riflettono sugli specchi. Pistoletto rende evidente l’uguaglianza nella diversità, ‘umanità spogliata di ogni filtro che si abbraccia liberamente senza vincoli.

Love Difference Mar Mediterraneo © Foto Alessandra Ammirati

Come simbolo del dialogo interculturale, Pistoletto realizza Love Difference – Mar Mediterraneo (2005). L’opera è composta da un grande tavolo specchiante che prende la forma del Mar Mediterraneo attorno al quale sono poste delle sedie che sono state donate ognuna da uno dei paesi che si affacciano su di esso. L’artista, nella realizzazione di quest’opera, mette in dialogo popoli e culture differenti, creando un ponte tra territori, lingue, politiche e credi religiosi.

Gioco di specchi: da uno a più

Il tema dello specchio, centrale nelle opere di Pistoletto, viene utilizzato per indagare il concetto di moltiplicazione, divisione e dialogo con l’osservatore. L’opera ConTatto (2007), allestita nella Cappella Palatina per il riferimento alla “Creazione di Adamo”, la mano umana crea: non è più il contatto con la mano di Dio, ma lo specchio in quanto strumento di divisione e moltiplicazione.

Nella riflessione su come gli specchi infranti che creino nuove relazioni tra superfici riflettenti e colori sottostanti, Pistoletto realizza Two Less One Colored (2014), simili ai suoi Quadri specchianti, ma di natura astratta. Specchi rotti con un martello dall’artista stesso o da altri, creano sulle loro superfici sezioni del colore della tela sottostante in corrispondenza della porzione di specchio rotto. I giochi di riflessi creati dagli specchi infranti approfondiscono il percorso esplorativo iniziato con le opere della serie Divisione e Moltiplicazione dello Specchio: dalla rottura in più parti si crea un multiplo e al contempo un’unione dalla divisione.

Two Less One Colored © Foto Alessandra Ammirati

Materiali e concetti si parlano

Nella mostra sono state installate due opere provenienti dagli anni Poveristi nelle quali Pistoletto utilizza materiali semplici per creare profonde riflessioni filosofiche e sociali. Il Labirinto (1968 – 2024), composto da cartone corrugato, è in grado di adattarsi e conformarsi all’interno di diversi ambienti (come lo specchio che accoglie qualsiasi immagine). Interessante la scelta di allestirlo anche nelle sale successive dove è stata installata l’opera Il tempo del giudizio così da creare un luogo di incontro all’interno di uno dove è necessario perdersi.

Labirinto Il tempo del giudizio ©Foto Alessandra Ammirati

Nell’opera Il Grande Pozzo (1965 -2024), l’artista utilizza ancora una volta il cartone corrugato. Si rappresenta una reinterpretazione di un lavoro creato da Pistoletto dal titolo Pozzo (1965). Questo lavoro apparteneva a una serie denominata Oggetti in meno (1965-1966), che viene riconosciuta come una delle anticipazioni fondamentali del movimento dell’Arte Povera. A seguito di diverse trasformazioni, nel 2008 realizza la versione che vediamo in mostra che, a partire dal 2009, verrà collocato al centro del Labirinto: un cilindro di cartone con collocato sul fondo uno specchio nel quale lo spettatore può scorgere la propria immagine riflessa. Grazie alla posizione dell’opera nella sala, è possibile anche osservare nello specchio il magnifico soffitto dipinto.

Insomma, non la solita retrospettiva quella proposta nelle sale della Reggia di Caserta, ma un’esposizione che mette in luce l’eterogeneità del lavoro dell’artista e il suo continuo coraggio nello sperimentare e includere nella sua pratica tecniche e tecnologie al passo con i tempi. Grazie alla quantità e alla varietà dei lavori in mostra è possibile apprezzare in tutta la sua completezza la qualità della ricerca di un artista che ancora oggi riesce ad essere un punto fermo nel caos della ricerca contemporanea.

Michelangelo Pistoletto, Metawork alla Reggia di Caserta
Fino al 30 giugno
Info: reggiadicaserta.cultura.gov.it

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