di Emilia Morelli

L’ambasciatrice Elisabetta Belloni lascia l’incarico a Bruxelles come consigliera diplomatica di Ursula von der Leyen. Dopo sette mesi, torna in Italia. Ecco perché ha deciso di chiudere l’esperienza europea

belloniElisabetta Belloni è pronta a rientrare in Italia. Dopo soli sette mesi accanto a Ursula von der Leyen come consigliera diplomatica, l’ambasciatrice ha comunicato l’intenzione di lasciare il suo incarico a settembre. La notizia, appresa da fonti europee e confermata da la Repubblica, segna una svolta inaspettata per la diplomatica, che aveva assunto il prestigioso ruolo europeo a inizio 2025.

 La decisione comunicata a von der Leyen

Belloni ha informato personalmente la presidente della Commissione europea durante un colloquio riservato, spiegando che la scelta è motivata da “ragioni personali”. A seguire, ha formalizzato il suo passo indietro con una lettera ufficiale. Secondo fonti vicine all’ambasciatrice, Belloni non ha mai nascosto ai suoi collaboratori l’intenzione di restare in carica solo per un breve periodo.

Von der Leyen ha provato a dissuaderla, manifestando irritazione per una decisione che arriva in un momento critico per la sua leadership europea. Tuttavia, la scelta sembra ormai definitiva.

 Una transizione delicata: le ultime missioni in Asia

Belloni, pur avendo annunciato l’addio, continuerà a lavorare fino all’autunno per completare due missioni strategiche: i vertici UE in Cina e Giappone. Poi, salvo sorprese, si ritirerà nella sua casa di campagna in provincia di Arezzo, senza al momento assumere nuovi incarichi ufficiali.

 Un rapporto complicato con Meloni e tensioni interne a Bruxelles

La nomina a Bruxelles era arrivata dopo un clamoroso passo indietro dalla guida del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), deciso a fine 2024 in rottura con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Già allora, la decisione di lasciare i servizi segreti aveva colto molti di sorpresa, specialmente per il ruolo chiave che Belloni ricopriva all’interno dell’intelligence italiana.

Il legame tra Belloni e Meloni si era raffreddato soprattutto dopo il G7 italiano di giugno 2024, tenutosi a Borgo Egnazia, dove la diplomatica era stata nominata sherpa. A Bruxelles, il suo lavoro è stato segnato da alcuni attriti anche con il capo di gabinetto della Commissione, contribuendo a rendere l’ambiente meno sereno.

Un curriculum da “riserva della Repubblica”

L’abbandono di Bruxelles non rappresenta un passo indietro nel profilo di una figura che molti considerano una “riserva della Repubblica”. Belloni è stata più volte indicata come possibile candidata al Quirinale, anche nel gennaio 2022. Il suo percorso è ricco di incarichi di massimo rilievo: ha diretto l’unità di crisi della Farnesina, è stata segretario generale del ministero degli Esteri (nominata da Paolo Gentiloni), poi alla guida del Dis grazie a Mario Draghi e confermata da Meloni.

Con l’esperienza europea, si era completata una carriera ai massimi livelli istituzionali, nazionale e internazionale. Eppure, dopo sette mesi a Bruxelles, Belloni sceglie di fare ritorno a casa.

Una scelta che pesa sul futuro di von der Leyen

L’uscita di scena di Belloni arriva in un momento difficile per Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione è sotto pressione: una mozione di sfiducia è attesa all’Europarlamento il prossimo 10 luglio e diverse capitali, da Berlino a Roma, sono sempre più critiche verso la sua leadership. La partenza dell’ambasciatrice italiana, donna di grande esperienza e influente nei corridoi della diplomazia europea, non passa inosservata.

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