di Redazione
Il nuovo pacchetto di sanzioni contro il Venezuela mira a colpire direttamente l’entourage del presidente Nicolás Maduro e il settore petrolifero, vitale per l’economia del Paese
In un ulteriore passo nella sua offensiva diplomatica ed economica contro il governo venezuelano, giovedì l’amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni nei confronti del Venezuela. Le nuove misure colpiscono sei navi cisterna e le società che le gestiscono, accusate di aver aggirato le restrizioni già in vigore per sostenere economicamente il regime di Nicolás Maduro. Sono stati inoltre sanzionati tre nipoti della moglie di Maduro, Cilia Flores, nell’ambito di una strategia che punta a indebolire direttamente il cerchio più stretto del potere chavista.
Il Dipartimento del Tesoro ha giustificato l’intervento affermando che le navi coinvolte avrebbero fatto uso di pratiche di trasporto ingannevoli, operando sotto registri falsi o spegnendo i transponder per nascondere la propria posizione, con l’obiettivo di continuare illecitamente a esportare petrolio venezuelano.
Questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di pressioni statunitensi contro il governo di Caracas, condotte anche con mezzi militari. Gli Stati Uniti, infatti, sostengono da tempo che Maduro sia a capo di una rete di narcotraffico conosciuta come Cártel de los Soles — un’accusa controversa e mai confermata da prove concrete. È in nome della lotta al traffico di droga che gli Stati Uniti hanno aumentato la loro presenza navale nella regione caraibica e condotto attacchi contro imbarcazioni sospette, causando, secondo fonti locali, la morte di oltre 80 persone.
A complicare ulteriormente la situazione è arrivata mercoledì la notizia del sequestro di una grande petroliera, intercettata nelle acque internazionali davanti alle coste venezuelane. Secondo fonti statunitensi, l’imbarcazione – già sottoposta a sanzioni dal 2022 – stava trasportando greggio proveniente dalla compagnia petrolifera statale PDVSA, soggetta a restrizioni economiche dal 2019. Il governo americano non ha fornito dettagli specifici sull’operazione, limitandosi a dichiarare che è stata condotta «per un’ottima ragione», secondo le parole di Trump.
Il governo venezuelano ha condannato l’azione, definendola un atto ostile e illegale. Maduro ha parlato di una «nuova era di pirateria navale criminale nei Caraibi», accusando gli Stati Uniti di voler strangolare economicamente il Paese colpendo la sua principale fonte di reddito: l’export petrolifero.
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