di Corinna Pindaro
Caso doping alla vigilia di Milano Cortina 2026: Rebecca Passler sospesa dopo una positività al letrozolo. Indagini in corso e possibile sostituzione
La spedizione italiana alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 si apre con una notizia destinata a far discutere. Un caso di positività antidoping coinvolge infatti la squadra azzurra di biathlon: la protagonista è Rebecca Passler, atleta altoatesina sottoposta a un controllo fuori competizione disposto da Nado Italia.
L’esito delle analisi ha rilevato la presenza di letrozolo, una sostanza che, pur non avendo un effetto dopante diretto, rientra tra quelle vietate perché utilizzata come agente mascherante.
Cos’è il letrozolo e perché è vietato
Il letrozolo è un farmaco impiegato in ambito medico per ridurre i livelli di estrogeni. In ambito sportivo, la sua assunzione può favorire indirettamente benefici fisici, come una più rapida perdita di massa grassa, un miglioramento della struttura muscolare e un recupero accelerato dopo allenamenti intensi.
Agendo sulla produzione ormonale, il letrozolo può infatti aumentare i livelli di testosterone, rendendo più efficaci eventuali pratiche dopanti. Proprio per questa funzione di “copertura” dell’uso di anabolizzanti, la sostanza è considerata dopante dai regolamenti internazionali.
Il precedente che richiama il caso Errani
Il nome del letrozolo richiama un precedente noto nello sport italiano: la positività riscontrata anni fa alla tennista Sara Errani. Anche in quel caso l’atleta parlò di assunzione involontaria, ma dopo un lungo iter giudiziario il Tribunale Arbitrale dello Sport riconobbe l’assenza di dolo senza però annullare la squalifica, che fu di dieci mesi complessivi.
Un precedente che pesa anche nella valutazione del caso Passler, pur trattandosi di una vicenda ancora tutta da chiarire.
La sospensione cautelare e i tempi stretti
Il Tribunale Nazionale Antidoping ha disposto la sospensione cautelare di Rebecca Passler per la violazione delle norme antidoping. L’atleta, tesserata per il gruppo sportivo dei Carabinieri, ha ora la possibilità di presentare ricorso davanti alla sezione del Tribunale Arbitrale dello Sport operativa in sede olimpica.
I tempi, tuttavia, sono estremamente ridotti. La prima gara di biathlon è in programma l’8 febbraio con la staffetta mista, rendendo complesso un eventuale reintegro prima dell’inizio delle competizioni.
Un profilo giovane e una carriera in crescita
Classe 2001, originaria di Anterselva — località che ospiterà le gare olimpiche di biathlon — Passler vanta un palmarès significativo a livello giovanile. Ha conquistato otto medaglie tra Mondiali junior e giovanili, inclusa una medaglia d’oro in staffetta. In questa stagione il suo miglior risultato in Coppa del Mondo è stato un decimo posto a Oberhof.
Il legame con il biathlon è anche familiare: è nipote dell’ex azzurro Johann Passler, due volte medagliato olimpico, che sarà presente ai Giochi come volontario allo stadio del biathlon.
La possibile sostituzione in squadra
La sospensione di Passler non lascerà scoperto il contingente italiano. Accanto a Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, il team femminile può contare anche su Hannah Auchentaller e Michela Carrara. Il regolamento olimpico consente la sostituzione dell’atleta sospesa e la principale candidata a subentrare è Samuela Comola.
Le reazioni di federazione e Coni
La Federazione Italiana Sport Invernali ha espresso vicinanza all’atleta, annunciando approfondimenti per chiarire l’accaduto e tutelare l’immagine della federazione e la carriera sportiva di Passler.
Dal canto suo, il CONI ha disposto l’immediata esclusione dell’atleta dalla squadra olimpica, riservandosi di valutare formalmente la sostituzione. Secondo la comunicazione ufficiale, nei campioni analizzati sarebbero state riscontrate tracce di metaboliti del letrozolo.
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