di Redazione
Al Museo Riso un confronto tra esperti, curatori e istituzioni mette in luce criticità e opportunità del sistema artistico italiano. Tra i protagonisti Guido Talarico e Adriana Polveroni
Il ruolo dell’arte come motore di rigenerazione culturale e sociale torna al centro del dibattito con “Cantiere Cultura e del Contemporaneo”, il ciclo di incontri ospitato dal Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Riso. L’iniziativa, avviata lo scorso 14 marzo e in programma fino al 2 ottobre, si propone come un laboratorio aperto di idee, esperienze e visioni sulla società contemporanea.
Nel corso dell’ultimo appuntamento, un pubblico numeroso ha assistito a un confronto serrato tra storici dell’arte, curatori e operatori del settore, chiamati a interrogarsi sulle dinamiche del sistema artistico italiano. Al centro dell’analisi, le criticità legate al mercato, spesso orientato verso artisti stranieri già affermati, a discapito dei giovani talenti nazionali che faticano a trovare spazio e visibilità.
Ad aprire i lavori è stata Evelina De Castro, direttrice del Museo Riso, che ha sottolineato il valore innovativo del progetto. Il curatore Roberto Grossi ha invece evidenziato la necessità di affiancare alla memoria storica una visione strategica capace di guardare al presente e al futuro, attraverso investimenti mirati e nuove professionalità.
Il dibattito, moderato da Guido Talarico, direttore di InsideArt, ha visto la partecipazione di figure istituzionali e protagonisti del panorama artistico. Tra questi, Alessia Cellitti, impegnata nel rinnovamento del Quirinale come spazio culturale aperto al contemporaneo, e Andrea Cusumano, alla guida di Gibellina – prima capitale italiana dell’arte contemporanea – che ha ribadito il ruolo delle istituzioni come ponte tra artisti e territorio. “Le macerie della contemporaneità possono diventare occasione di rilettura del presente attraverso lo sguardo degli artisti”, ha osservato Cusumano.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, considerati il fulcro di un sistema che però fatica a sostenerli. Adriana Polveroni, direttrice artistica di Roma Arte in Nuvola, ha sottolineato come in Italia persista la tendenza a privilegiare nomi stranieri consolidati, limitando l’accesso dei nuovi talenti a collezioni e circuiti di rilievo.
Tra le proposte emerse, anche il rilancio della legge 717 del 1949, che prevede la destinazione del 2% dei fondi per opere pubbliche all’acquisto di arte, vista come possibile leva per sostenere concretamente la produzione artistica contemporanea.
Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e realizzato con il contributo di diverse realtà culturali, il “Cantiere” proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri di rilievo internazionale. Tra gli ospiti attesi, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, fino all’appuntamento conclusivo di ottobre con lo psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate Antonio Presti.
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