di Lana Blanc

L’Unione europea ha raggiunto un’intesa con gli Stati Uniti sull’accordo commerciale già discusso lo scorso luglio, che prevede dazi del 15% sulla maggior parte dei prodotti europei

La finalizzazione del testo da parte dell’Ue era rimasta a lungo in sospeso, alimentando crescente irritazione a Washington e frustrazione da parte di Donald Trump.

Von der Leyen: l’Ue «onora gli impegni» con gli Stati Uniti

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito che l’Unione europea “onora gli impegni”, confermando la volontà di completare l’accordo commerciale con gli Stati Uniti e rafforzare le relazioni economiche transatlantiche. In un messaggio pubblicato su X, ha accolto con favore l’intesa raggiunta dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla riduzione dei dazi doganali per le esportazioni industriali statunitensi verso l’Ue. «Un accordo è un accordo, e l’Ue onora i propri impegni», ha scritto, precisando che l’Unione procederà ora all’attuazione della parte europea della dichiarazione congiunta Ue-Usa. Ha inoltre invitato i legislatori ad accelerare il processo per garantire un commercio transatlantico «stabile, prevedibile, equilibrato e reciprocamente vantaggioso».

I negoziatori del Parlamento europeo e delle capitali hanno lavorato fino a tarda notte prima di raggiungere un compromesso sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti, emerso solo diverse ore dopo la mezzanotte. Secondo il ministro cipriota dell’Energia, del commercio e dell’industria Michael Damianos, la presidenza di turno dell’Ue ha accolto positivamente l’intesa, evidenziando l’importanza di «mantenere un partenariato transatlantico stabile, prevedibile ed equilibrato, che è nell’interesse di entrambe le parti».

Pressioni negoziali e accordo di Turnberry

L’intesa tra Ue e Stati Uniti segna un passo decisivo verso il rispetto della scadenza fissata da Donald Trump per la ratifica dell’accordo di Turnberry, firmato in Scozia con Ursula von der Leyen. L’obiettivo è chiudere oltre un anno di tensioni e conflitti tariffari tra le due sponde dell’Atlantico. In caso contrario, l’amministrazione americana aveva minacciato dazi molto più elevati, con aumenti fino al 25% su auto e camion europei. Le misure già introdotte su acciaio, alluminio e componenti auto avevano spinto l’Ue a rafforzare i propri legami commerciali globali, pur senza poter rinunciare al rapporto strategico con gli Stati Uniti, pari a circa 1.600 miliardi di euro.

Compromessi e modifiche nel testo finale

Per arrivare a un accordo, il Parlamento europeo è stato chiamato a modificare o ritirare diversi emendamenti considerati inaccettabili da Washington. Tra i punti più controversi figurava una clausola di sospensione rafforzata, che avrebbe revocato le condizioni tariffarie favorevoli in caso di violazione dell’intesa da parte degli Stati Uniti. Nel compromesso finale, gli Usa avranno tempo fino alla fine dell’anno per eliminare le sovrattasse superiori al 15% sui derivati dell’acciaio, invece di farne una condizione immediata.

Un ulteriore nodo ha riguardato le clausole “sunrise” e “sunset”: la prima, che subordinava l’entrata in vigore della parte Ue al pieno rispetto degli impegni americani, è stata eliminata, mentre la seconda, relativa alla scadenza automatica dell’accordo, è stata prorogata fino al 2029. Secondo l’intesa raggiunta tra Consiglio, Commissione e Parlamento, il regime tariffario al 15% resterà valido fino al 31 dicembre 2029. Tuttavia, la Commissione europea potrà sospendere le preferenze tariffarie se entro il 31 dicembre 2026 gli Stati Uniti continueranno ad applicare dazi superiori al 15% sui prodotti derivati da acciaio e alluminio europei. Bruxelles si riserva inoltre la possibilità di intervenire qualora Washington non risponda alle preoccupazioni dell’Ue sul trattamento delle esportazioni europee, mantenendo così uno strumento di pressione nell’equilibrio commerciale transatlantico.

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