di Corinna Pindaro
Il Festival di Cannes 2026 incorona “Fjord” di Cristian Mungiu con la Palma d’Oro. Premi anche a Los Javis, Pawlikowski e Zvyagintsev in una delle edizioni più politiche degli ultimi anni
Si chiude tra applausi, sorprese e forte tensione politica la 79esima edizione del Festival di

Cannes. A conquistare la Palma d’Oro 2026 è stato “Fjord”, il nuovo film del regista romeno Cristian Mungiu, che torna così sul gradino più alto della Croisette quasi vent’anni dopo il successo ottenuto con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”.
La pellicola, interpretata da Sebastian Stan e Renate Reinsve, affronta il tema dell’intolleranza e dei pregiudizi in una società che si considera aperta e progressista, ma che finisce per emarginare chi viene percepito come diverso.
Cannes 2026, un’edizione segnata dalla politica
La cerimonia finale del Festival si è trasformata anche in una piattaforma di riflessione politica e sociale. Molti dei film premiati hanno affrontato temi legati alla guerra, ai diritti civili e alle tensioni internazionali.
Il Grand Prix è andato infatti a “Minotaur” del regista russo dissidente Andrey Zvyagintsev, che durante il suo intervento ha lanciato un appello contro la guerra in Ucraina e il clima repressivo in Russia.
Anche il premio per la miglior regia ha avuto un forte valore simbolico: assegnato ex aequo ai registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi, conosciuti come “Los Javis”, per “La Bola Negra”, e al polacco Pawel Pawlikowski per “Fatherland”.
Premi agli attori e riconoscimenti speciali
Tra i riconoscimenti individuali spiccano i premi assegnati agli interpreti di “Coward”, film che ha conquistato la critica internazionale grazie alla sua intensità narrativa.
Grande attenzione anche per le Palme d’Oro onorarie consegnate a Peter Jackson, Barbra Streisand e John Travolta. Streisand non ha potuto partecipare alla cerimonia finale per problemi di salute, mentre Travolta ha ricevuto il premio per la carriera durante la presentazione del suo debutto da regista.
Una Croisette sempre più internazionale
L’edizione 2026 del Festival di Cannes ha confermato la dimensione sempre più globale della manifestazione. Dalla presenza del cinema asiatico a quella dell’Europa orientale, fino all’ottimo risultato ottenuto dal cinema spagnolo, la Croisette ha mostrato una cinematografia internazionale capace di affrontare temi complessi senza rinunciare alla ricerca artistica.
A guidare la giuria internazionale è stato il regista sudcoreano Park Chan-wook, protagonista di un’edizione che molti osservatori hanno definito una delle più politiche e imprevedibili degli ultimi.
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