di Emilia Morelli

Giorgia Meloni interviene all’assemblea di Confindustria e critica l’Unione europea: focus su competitività, nucleare, difesa e sostegno alle imprese italiane
Meloni ha lanciato un duro affondo contro l’attuale assetto dell’Unione europea, accusata di aver privilegiato negli anni un approccio eccessivamente burocratico a discapito della crescita economica e della capacità strategica del continente.
Secondo la premier, Bruxelles avrebbe moltiplicato norme e vincoli senza riuscire a rafforzare realmente il peso politico ed economico dell’Europa nello scenario internazionale. Un modello che, a suo giudizio, avrebbe finito per penalizzare la competitività delle imprese europee e rallentare lo sviluppo industriale.
Davanti alla platea degli industriali, Meloni ha quindi ribadito la necessità di un cambio di passo, sintetizzato nello slogan: “Fare meno, ma farlo meglio”.
Il governo punta sul ritorno del nucleare
Tra i temi centrali del discorso anche quello energetico. La presidente del Consiglio ha confermato la volontà dell’esecutivo di riportare il nucleare tra le opzioni strategiche per il futuro energetico italiano.
Meloni ha spiegato che entro l’estate dovrebbe arrivare l’approvazione della legge delega necessaria per definire il nuovo quadro normativo, seguita successivamente dai decreti attuativi. L’obiettivo del governo è creare le condizioni per rilanciare la produzione nucleare come strumento utile a rafforzare l’autonomia energetica nazionale e migliorare la competitività del sistema produttivo.
Per Palazzo Chigi, il ritorno al nucleare rappresenterebbe una leva fondamentale per ridurre i costi dell’energia e garantire maggiore stabilità alle imprese italiane in una fase economica particolarmente complessa.
Sud Italia e investimenti: il ruolo della ZES
Nel suo intervento, la premier ha dedicato spazio anche alle politiche per il Mezzogiorno. Meloni ha sostenuto che il Sud possa diventare un motore di crescita per l’intero Paese se messo nelle condizioni di attrarre investimenti e creare sviluppo.
La presidente del Consiglio ha citato il lavoro portato avanti sulla ZES unica, sottolineando come il governo stia valutando nuovi strumenti tecnici per ampliare alcune agevolazioni fiscali e incentivare ulteriormente gli investimenti produttivi sul territorio nazionale.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche un’estensione di meccanismi simili all’iperammortamento, già utilizzato negli anni passati per favorire innovazione e modernizzazione industriale.
Difesa e autonomia strategica
Un altro passaggio significativo ha riguardato il tema delle spese militari. Meloni ha difeso la necessità di investire nella difesa nazionale, sostenendo che uno Stato incapace di garantire autonomamente la propria sicurezza finisca inevitabilmente per dipendere da altri Paesi.
La premier ha però riconosciuto la difficoltà del momento economico, spiegando che il governo deve trovare un equilibrio tra il sostegno immediato a famiglie e imprese e gli investimenti necessari per garantire sicurezza e autonomia strategica nel lungo periodo.
Le critiche delle opposizioni
Le parole della presidente del Consiglio hanno immediatamente acceso il confronto politico. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha accusato Meloni di criticare oggi un’Europa alla cui guida partecipa da anni attraverso il governo italiano e le alleanze dei partiti conservatori europei.
Dal fronte ambientalista, Angelo Bonelli ha contestato soprattutto il piano sul nucleare, definendolo irrealistico e sostenendo che il governo dovrebbe concentrare gli investimenti sulle energie rinnovabili piuttosto che su tecnologie ancora poco diffuse come gli small modular reactor.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte ha evidenziato le difficoltà dell’industria italiana e il calo della produzione industriale, sostenendo che servano risposte economiche più concrete per sostenere il tessuto produttivo del Paese.
Il confronto con Confindustria resta aperto
L’intervento di Meloni ha confermato la volontà del governo di rafforzare il dialogo con il mondo delle imprese, soprattutto su temi cruciali come energia, crescita industriale e competitività internazionale.
Resta però aperto il confronto sulle misure economiche necessarie per affrontare il rallentamento produttivo e sostenere salari e investimenti, questioni che continuano a rappresentare una priorità per il sistema industriale italiano.
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