di Lana Blanc

L’Iran parteciperà ai Mondiali disputando le partite negli Stati Uniti, ma avrà il proprio ritiro e alloggio in Messico durante tutta la durata del torneo

La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha confermato che il governo ha accettato la richiesta della FIFA di ospitare e permettere l’allenamento della nazionale iraniana durante i prossimi Mondiali di calcio, dichiarando che il Messico «non ha alcun motivo per negare loro la possibilità di soggiornare nel Paese».
La decisione arriva dopo che la squadra aveva inizialmente scelto di stabilirsi a Tucson, in Arizona, negli Stati Uniti, sede delle partite del torneo, ma la disponibilità messicana ha poi portato a confermare l’accoglienza della selezione iraniana durante la competizione. Nel fine settimana, a meno di un mese dall’inizio dei Mondiali, la nazionale iraniana ha inoltre annunciato lo spostamento del proprio ritiro dallo stato americano dell’Arizona a Tijuana, in Messico, con l’obiettivo di evitare possibili complicazioni legate ai visti per l’ingresso negli Stati Uniti.
Reazioni dagli Stati Uniti e stallo diplomatico
La Casa Bianca non ha ancora commentato le dichiarazioni della presidente messicana Claudia Sheinbaum. Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione sarebbe vicina a un accordo complessivo con l’Iran, volto alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla fine delle ostilità dopo settimane di conflitto. Teheran, tuttavia, contesta la versione americana sui progressi dei negoziati e sottolinea come, al momento, non sia stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo tra le parti.
Secondo quanto riportato, l’amministrazione Trump avrebbe inoltre rifiutato la permanenza della nazionale iraniana sul territorio statunitense per l’intera durata della competizione, in un contesto segnato dalle tensioni legate al conflitto tra i due Paesi. Di fronte a questo rifiuto, la FIFA avrebbe quindi individuato nel Messico una soluzione alternativa per garantire il regolare svolgimento della preparazione della squadra.
Un calendario di gare negli Stati Uniti
Le partite del girone si disputeranno però negli Stati Uniti — due a Los Angeles (15 e 21 giugno) e una a Seattle (26 giugno) — rendendo centrale la questione dell’ingresso nel Paese. In caso di qualificazione alla fase a eliminazione diretta, anche le gare successive potrebbero svolgersi sul territorio statunitense, mantenendo aperta l’incertezza sui permessi di viaggio.
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