di Redazione
Al centro dell’inchiesta il sabotaggio alla linea Alta Velocità Roma-Firenze del 14 febbraio scorso, che avrebbe provocato ingenti danni e pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria
Operazione antiterrorismo della Polizia di Stato contro una presunta organizzazione anarco-insurrezionalista attiva a Roma e collegata ad ambienti analoghi presenti in altre città italiane, tra cui Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. Su disposizione del Gip della Capitale, che ha accolto la richiesta della Procura di Roma, sono state eseguite sette misure cautelari: cinque persone sono state condotte in carcere e due poste agli arresti domiciliari.
Gli indagati sono accusati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. L’attività investigativa, coordinata dalla Digos di Roma insieme alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha consentito di ricostruire il presunto coinvolgimento del gruppo nel sabotaggio della linea ferroviaria ad Alta Velocità Roma-Firenze avvenuto il 14 febbraio scorso.
Secondo quanto emerso dalle indagini, due degli arrestati avrebbero collocato ordigni esplosivi artigianali lungo la tratta ferroviaria, provocando l’interruzione della circolazione e danni all’infrastruttura quantificati in circa 455 mila euro. Gli investigatori attribuiscono inoltre ad alcuni componenti della rete un ulteriore tentativo di sabotaggio sulla linea Roma-Napoli.
Le azioni sarebbero state successivamente rivendicate attraverso una piattaforma online riconducibile all’area anarchica. I messaggi diffusi, pubblicati in concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, contenevano riferimenti e motivazioni di carattere antimilitarista.
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