di Carlo Longo

Monte dei Paschi ottiene il 62,3% di Mediobanca con l’offerta di scambio. Controllo pieno, sinergie e governance rivoluzionata: cosa cambia per Mps, Mediobanca e gli azionisti

Monte dei paschiCon un balzo finale, Monte dei Paschi di Siena ha raggiunto il 62,3% del capitale di Mediobanca, superando la soglia del 50% e assicurandosi il controllo di fatto dell’istituto di Piazzetta Cuccia. L’offerta pubblica di scambio, chiusa l’8 settembre 2025, ha portato in dote 134 milioni di azioni in un solo giorno, pari al 16,5% del capitale.

La soglia del 66,7%, inizialmente fissata come condizione di efficacia dell’operazione, potrebbe ora essere superata nella riapertura dei termini prevista dal 16 al 22 settembre.

Effetti in Borsa

Sul mercato, i titoli di entrambe le banche hanno registrato un rialzo di circa mezzo punto percentuale, con un premio di otto centesimi rispetto al concambio ufficiale: 2,533 azioni Mps e 0,90 euro in contanti per ogni azione Mediobanca.

Le tre conseguenze strategiche

Il controllo di Mediobanca garantisce a Mps e ai suoi alleati tre vantaggi chiave:

1. Benefici fiscali

Grazie al consolidamento fiscale, Mps potrà rendere utilizzabili per intero i crediti d’imposta differiti (Dta) per circa 1,3 miliardi di euro. Un “tesoro” che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha promesso di destinare agli azionisti, trasformandolo in dividendi nei prossimi sei anni.

2. Sinergie industriali

Il management senese stima sinergie di costo e ricavo per 700 milioni. La fusione tra Mps e Mediobanca non è obbligatoria, ma il controllo della maggioranza rende più probabile un’integrazione strategica accelerata tra i due gruppi.

3. Nuova governance

Oltre la soglia del 50%, Mps può imporre la propria linea nella governance di Mediobanca. Il consiglio di amministrazione guidato da Alberto Nagel e presieduto da Renato Pagliaro potrebbe presentarsi dimissionario all’assemblea del 28 ottobre, aprendo la strada a una lista di nomi proposta dal nuovo socio di maggioranza.

Gli attori dietro l’operazione

Alle spalle di Mps ci sono il Tesoro, con ancora il 12% della banca senese, e le famiglie imprenditoriali Caltagirone e Del Vecchio, entrambe azioniste anche di Mediobanca e Generali. L’intesa tra questi attori è stata decisiva per la riuscita dell’operazione, che avrà ripercussioni non solo a Milano, ma anche a Trieste e Parigi, sedi di Generali e delle sue principali controllate.

Le prossime mosse

Il 18 settembre il cda di Mediobanca esaminerà il bilancio 2024-2025, occasione in cui il nuovo assetto sarà ufficialmente riconosciuto. Entro l’assemblea di ottobre, gli azionisti potrebbero trovarsi a votare un consiglio interamente rinnovato e scelto dal nuovo blocco senese.

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