di Corinna Pindaro

Il presidente Sergio Mattarella, all’ONU di Vienna, invita a difendere il multilateralismo e ricorda Falcone e Borsellino come simboli di cooperazione e legalità internazionale

mattarella onuDurante la sua visita alla sede delle Nazioni Unite di Vienna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un appello deciso in difesa del multilateralismo. “L’ONU funziona come garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte lo consentono”, ha ammonito, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione tra i Paesi per affrontare le sfide globali.

La cornice della visita è particolarmente significativa: all’interno del Palazzo dell’ONU è stata inaugurata una mostra fotografica dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, realizzata con materiali privati donati dalle famiglie dei due magistrati e dall’archivio dell’Ansa.

Il ricordo di Falcone e Borsellino

Visibilmente emozionato, Mattarella ha ricordato la propria amicizia personale con i due giudici antimafia: “Ho avuto il privilegio di conoscerli e di frequentarli”, ha detto davanti alle fotografie. Il presidente ha lodato il loro “genio investigativo” e la visione lungimirante che portò, venticinque anni fa, alla nascita della Convenzione di Palermo, trattato internazionale contro la criminalità organizzata transnazionale.

“Ero presente quando fu firmata”, ha ricordato Mattarella, sottolineando come quella intuizione di Falcone rappresenti ancora oggi un modello di cooperazione giudiziaria globale.

Cooperazione internazionale contro le mafie

L’aula dell’ONU era gremita, soprattutto di giovani. Il messaggio lanciato dal capo dello Stato è chiaro: nessun Paese può combattere da solo le organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali. “Come si può pensare di affrontare con successo le attività criminali transnazionali restando chiusi nella dimensione nazionale?”, ha domandato retoricamente Mattarella.

La risposta è una sola: insieme. Solo la collaborazione internazionale può contrastare fenomeni che si muovono su scala globale.

Difendere il ruolo dell’ONU

Il presidente ha poi ribadito che indebolire l’ONU equivarrebbe a un grave errore politico e morale. “Le Nazioni Unite sono state protagoniste di progressi decisivi – dalla decolonizzazione allo sviluppo economico e sociale, dalla difesa dei diritti umani agli interventi per la pace”, ha ricordato.

Secondo Mattarella, l’ONU resta “la cornice di riferimento essenziale per affrontare sfide che superano i confini nazionali”, come la crisi ambientale, le implicazioni etiche e sociali dell’intelligenza artificiale e la tutela della salute globale.

Il rischio dei nuovi nazionalismi

Il presidente ha messo in guardia contro la deriva dei nuovi sovranismi e autocratismi, che minano l’ordine multilaterale costruito dopo la Seconda guerra mondiale. “L’indebolimento delle organizzazioni internazionali può condurre a conflitti permanenti e a un ritorno a una visione primitiva dei rapporti tra i popoli”, ha ammonito, evocando il pericolo di una “legge della giungla” dominata dai più forti.

Un richiamo forte è andato anche al disarmo nucleare: “Serve rafforzare, non demolire, l’architettura che regola la non proliferazione, in un momento in cui si moltiplicano inaccettabili allusioni all’uso di armi di distruzione di massa”.

Democrazie sotto pressione

Per Mattarella, il punto storico è chiaro: le democrazie sono oggi messe alla prova come non mai. Il ricordo di Falcone e Borsellino – insieme ai coraggiosi agenti delle loro scorte – diventa allora un monito e una lezione ancora attuale: la lotta per la giustizia e la cooperazione tra gli Stati non può essere abbandonata.

“La loro eredità – ha concluso – è un esempio di dedizione e visione internazionale che deve guidare anche le sfide del nostro tempo.”

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L’articolo Mattarella all’ONU: “Rafforzare la cooperazione, non demolire il multilateralismo” proviene da Associated Medias.