di Corinna Pindaro
Giorgia Meloni chiede all’Unione Europea di estendere la clausola di salvaguardia anche alla crisi energetica. Bruxelles frena: “Servono limiti fiscali responsabili”
Giorgia Meloni torna a chiedere maggiore flessibilità all’Unione Europea per affrontare l’emergenza energia. In una lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la premier italiana propone di ampliare temporaneamente la National Escape Clause, il meccanismo già previsto per le spese legate alla difesa, includendo anche gli investimenti necessari a contenere gli effetti del caro energia.
Secondo il governo italiano, l’aumento dei costi energetici rappresenta una situazione eccezionale che sta mettendo sotto pressione famiglie, imprese e conti pubblici. Per questo Roma ritiene necessario consentire agli Stati membri maggiori margini di manovra senza modificare i limiti massimi di scostamento già stabiliti dalle regole europee.
“Difendere l’economia è parte della sicurezza europea”
Nella missiva, Meloni sottolinea come la sicurezza dell’Europa non possa essere limitata esclusivamente all’aspetto militare. La presidente del Consiglio evidenzia infatti che stabilità economica, capacità produttiva e tutela del tessuto industriale rappresentano elementi fondamentali per garantire la forza strategica del continente.
Secondo la premier, sarebbe difficile spiegare ai cittadini europei perché Bruxelles consenta deroghe fiscali per le spese militari ma non per contrastare una nuova emergenza energetica destinata ad avere effetti pesanti sull’economia reale.
Il ragionamento del governo italiano lega quindi direttamente il sostegno a famiglie e imprese alla capacità dell’Europa di rafforzare anche il proprio sistema difensivo. “Un’economia solida e in salute”, sostiene Meloni, è indispensabile anche per sostenere la produzione nel settore della difesa.
La Lega sostiene la linea del governo
La posizione espressa dalla presidente del Consiglio è stata immediatamente appoggiata dalla Lega. Fonti del partito guidato da Matteo Salvini spiegano che la richiesta avanzata a Bruxelles rispecchia le proposte sostenute da tempo dal Carroccio.
Secondo la Lega, l’approccio adottato dal governo dimostra la necessità di affrontare la crisi energetica con strumenti straordinari e con maggiore flessibilità fiscale da parte dell’Unione Europea.
Bruxelles frena sulla clausola di salvaguardia
La risposta della Commissione europea è arrivata poche ore dopo attraverso il portavoce Olof Gill. Bruxelles ha confermato che, al momento, non intende estendere la National Escape Clause agli interventi contro il caro energia.
La Commissione ribadisce di aver già messo a disposizione degli Stati membri diversi strumenti per affrontare l’attuale fase energetica, sottolineando però la necessità di mantenere un quadro di regole fiscali considerate “responsabili”.
Pur osservando con attenzione l’evoluzione della situazione economica, l’esecutivo europeo non sembra quindi intenzionato, almeno per ora, a modificare l’impianto delle misure attualmente previste.
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