di Redazione

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz propone di concedere all’Ucraina uno status di “membro associato” dell’Unione Europea in attesa della piena adesione. L’obiettivo è rafforzare il legame politico con Kiev

La Germania apre alla possibilità di una nuova formula di integrazione europea per l’Ucraina. In una lettera inviata ai vertici dell’Unione Europea, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di attribuire a Kiev lo status di “membro associato” dell’Ue, come fase intermedia verso l’adesione completa.

La proposta è stata indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo António Costa. Secondo Merz, i tempi necessari per l’ingresso ufficiale dell’Ucraina nell’Unione restano troppo lunghi a causa delle difficoltà politiche e delle complesse procedure di ratifica previste dai trattati europei.

Per questo Berlino suggerisce una soluzione temporanea che permetta a Kiev di rafforzare subito il proprio coinvolgimento nelle istituzioni comunitarie, pur senza diventare formalmente uno Stato membro a pieno titolo.

Il cancelliere ha però precisato che non si tratterebbe di un’adesione “ridotta” o semplificata. La proposta, ha spiegato, non intende rallentare il percorso europeo dell’Ucraina né sostituire l’obiettivo finale della piena integrazione, sostenuto con forza dal presidente Volodymyr Zelensky, che punta a completare il processo entro il 2027.

Nella visione di Berlino, lo status di “membro associato” consentirebbe all’Ucraina di partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo insieme ai leader dei Paesi membri. Kiev potrebbe inoltre nominare un commissario europeo associato, privo di portafoglio operativo, e avere rappresentanti associati al Parlamento europeo, ma senza diritto di voto.

L’Ucraina ha ottenuto lo status ufficiale di Paese candidato all’ingresso nell’Ue nel dicembre 2023, ma l’avvio formale dei negoziati è rimasto bloccato per mesi dal veto dell’Ungheria guidata da Viktor Orbán. Il recente cambiamento politico a Budapest, dopo la vittoria elettorale di Peter Magyar, ha riaperto però la prospettiva di un’accelerazione del processo.

Nonostante il clima più favorevole, a Bruxelles prevale la convinzione che il negoziato sarà lungo e complesso. Tra i nodi principali c’è il settore agricolo: l’Ucraina è uno dei maggiori produttori agricoli europei e il suo ingresso nel mercato unico continua a suscitare timori in diversi Paesi membri, in particolare in Francia.

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