di Emilia Morelli

L’editore del New York Times accusa Donald Trump di colpire la libertà di stampa e attacca i media americani che, per interesse o paura, si sarebbero piegati alla Casa Bianca

new york timesLo scontro tra Donald Trump e i media americani torna ad accendersi. A lanciare un duro attacco contro la Casa Bianca è stato A.G. Sulzberger, editore del The New York Times, che ha accusato il presidente Usa di utilizzare strumenti politici e giudiziari per intimidire la stampa indipendente.

Intervenendo a un evento organizzato dalla Yale Law School a New York, Sulzberger ha sostenuto che Trump stia portando avanti una strategia molto più aggressiva rispetto ai precedenti presidenti americani nel tentativo di controllare l’informazione.

Le accuse contro l’amministrazione Trump

Nel suo intervento, Sulzberger ha citato diversi episodi che secondo il New York Times dimostrerebbero un clima crescente di pressione sui media statunitensi.

Tra questi, la controversa regola introdotta dal Pentagono sugli accrediti stampa, che avrebbe favorito testate considerate più vicine al dipartimento della Difesa. Una misura che un giudice federale ha successivamente definito incostituzionale.

L’editore ha inoltre ricordato le cause legali avviate da Trump contro importanti organi d’informazione come The Wall Street Journal, la BBC e il Des Moines Register.

Secondo Sulzberger, la pressione politica si sarebbe estesa anche al mondo televisivo, facendo riferimento all’uscita di scena del conduttore Stephen Colbert dalla CBS nonostante gli ottimi ascolti del suo programma.

La critica ai media “troppo arrendevoli”

L’attacco dell’editore del New York Times non si è però fermato alla Casa Bianca. Sulzberger ha criticato apertamente anche alcune testate americane accusate di aver ceduto alle pressioni dell’amministrazione Trump.

Tra gli esempi citati c’è The Washington Post, controllato da Jeff Bezos, accusato di aver ridotto o modificato alcune posizioni editoriali per evitare scontri con il presidente.

Sulzberger ha contestato anche l’adozione del linguaggio promosso da Trump, come l’utilizzo dell’espressione “Golfo d’America” al posto di “Golfo del Messico” in alcuni articoli pubblicati dalla stampa statunitense.

Secondo l’editore, queste concessioni rischiano soltanto di rafforzare ulteriormente gli attacchi dell’amministrazione contro il giornalismo indipendente.

Le battaglie giudiziarie tra Trump e il New York Times

I rapporti tra Trump e il New York Times sono tesi da anni. Lo scorso settembre il presidente americano aveva citato in giudizio il quotidiano chiedendo un risarcimento da 15 miliardi di dollari, accusando il giornale di agire come “megafono del Partito Democratico”.

La causa è stata però respinta pochi giorni dopo da un giudice della Florida.

Più recentemente, l’amministrazione americana ha intentato una nuova azione legale contro il New York Times sulle politiche di assunzione interne, sostenendo che il quotidiano avrebbe discriminato un dipendente bianco.

Nel frattempo, il Times ha avviato a sua volta una causa contro il dipartimento della Difesa contestando l’obbligo imposto ai giornalisti di essere accompagnati all’interno del Pentagono per limitare la raccolta di informazioni sensibili.

“Difendere il giornalismo indipendente”

Nel suo intervento, Sulzberger ha anche elogiato alcune testate che hanno scelto di opporsi apertamente alle pressioni della Casa Bianca, citando Associated Press, il Wall Street Journal e la radio pubblica NPR.

Secondo l’editore del New York Times, la difesa della libertà di stampa dipende anche dalla disponibilità delle aziende editoriali a sostenere battaglie legali contro eventuali tentativi di limitare il lavoro dei giornalisti.

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L’articolo New York Times contro Trump: “Attacca la libertà di stampa”. Sulzberger critica anche i media Usa proviene da Associated Medias.