di Carlo Longo
Escluso il virus Ebola per i due cooperanti rientrati dall’Uganda e ricoverati al Sacco di Milano. Bertolaso: “Nessun allarme sanitario, ipotesi infezione batterica”
Non sono affetti da Ebola i due cittadini italiani rientrati dall’Uganda e trasferiti nei giorni scorsi all’ospedale Sacco di Milano per accertamenti sanitari. Gli esami effettuati nella struttura specializzata lombarda hanno escluso il contagio dal virus Bundibugyo, il ceppo responsabile dell’epidemia attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo.
La conferma è arrivata dal Ministero della Salute e dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha chiarito come non vi siano elementi di allarme per la salute pubblica.
I due pazienti negativi anche a malaria e virus respiratori
I due soggetti, appartenenti a nuclei familiari distinti e rientrati dall’Uganda dopo circa tre mesi di permanenza vicino alle aree di confine con Congo e Ruanda, avevano manifestato sintomi febbrili nelle ore successive al ritorno in Italia.
Secondo quanto riferito da Bertolaso, gli esami virologici eseguiti presso il laboratorio di riferimento del Sacco hanno escluso non solo Ebola, ma anche malaria e i principali virus respiratori monitorati in questo periodo.
L’ipotesi clinica più probabile, al momento, sarebbe invece quella di un’infezione batterica gastrointestinale. In entrambi i pazienti è infatti stata riscontrata positività alla Shigella, batterio responsabile di infezioni intestinali acute.
Sintomi e ricovero precauzionale
I due pazienti avevano accusato febbre alta, nausea, vomito, diarrea e una lieve sintomatologia neurologica. Per questo motivo erano stati trasferiti in via precauzionale al Sacco di Milano, centro italiano di riferimento per le malattie infettive ad alto rischio biologico.
Gli altri componenti delle famiglie coinvolte restano sotto sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti.
Bertolaso critica la gestione mediatica del caso
Nel corso di una conferenza stampa, Guido Bertolaso ha criticato la diffusione prematura di immagini e dichiarazioni relative al caso, sottolineando che situazioni simili rientrano nelle normali procedure di prevenzione sanitaria.
Secondo l’assessore lombardo, se fossero state rispettate le corrette tempistiche e modalità comunicative, si sarebbe potuto evitare un allarme mediatico che ha comportato un grande impiego di risorse operative.
Nel mirino anche alcune dichiarazioni provenienti dal Comune di Lurate Caccivio, considerate troppo affrettate rispetto alla fase ancora preliminare degli accertamenti.
Il Ministero: “Rischio molto basso in Italia”
Il Ministero della Salute ha ribadito che il rischio di diffusione del virus Ebola in Italia resta “molto basso”. Il sistema nazionale di risposta alle emergenze infettive è stato comunque attivato e continua il monitoraggio costante della situazione internazionale.
Nelle ultime ore il Dipartimento della Prevenzione ha partecipato a una riunione straordinaria dell’Health Security Committee della Commissione europea e ha coordinato un tavolo nazionale con Istituto Superiore di Sanità, Spallanzani, Sacco di Milano, Policlinico San Matteo di Pavia e rappresentanti dei ministeri coinvolti.
L’obiettivo resta quello di mantenere alta l’attenzione sull’epidemia africana, garantendo però una gestione prudente e senza allarmismi.
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