di Ennio Bassi

Le immagini diffuse dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir hanno provocato indignazione internazionale e spinto diversi governi europei a convocare gli ambasciatori israeliani

La reazione più netta e istituzionalmente significativa in Italia è arrivata dal Quirinale. Sergio Mattarella ha definito “incivile” il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele, parlando apertamente di immagini che “toccano un livello infimo”. Parole durissime, pronunciate dopo la diffusione del video pubblicato dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, nel quale decine di attivisti appaiono bendati, inginocchiati e con le mani legate all’interno di un hangar del porto di Ashdod.

Nel filmato, Ben Gvir attraversa il capannone con una bandiera israeliana in mano e commenta ironicamente la scena definendo i fermati “sostenitori del terrorismo”. Le immagini hanno immediatamente provocato una vasta ondata di indignazione internazionale, anche per la presenza tra gli attivisti di circa trenta cittadini italiani.

La Flotilla era stata intercettata la sera precedente in acque internazionali mentre tentava di raggiungere Gaza con aiuti umanitari, sfidando il blocco imposto da Israele sulla Striscia. Secondo le testimonianze raccolte dagli avvocati dell’ong Adalah, che sta seguendo legalmente i fermati, diversi attivisti avrebbero denunciato pestaggi, uso di taser, proiettili di gomma e umiliazioni durante e dopo l’abbordaggio. Alcuni sarebbero stati ricoverati in ospedale per poi essere dimessi.

Dopo le parole di Mattarella, anche il governo italiano ha alzato il livello dello scontro diplomatico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno disposto la convocazione dell’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, chiedendo spiegazioni formali, scuse ufficiali e il rilascio immediato degli italiani trattenuti.

La posizione italiana si inserisce in una più ampia reazione europea. Francia, Spagna, Belgio, Olanda e Canada hanno adottato iniziative analoghe, convocando i rappresentanti diplomatici israeliani e definendo “inaccettabile” il trattamento riservato agli attivisti. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato l’intenzione di chiedere sanzioni europee contro Ben Gvir, mentre il Regno Unito ha espresso “profonda indignazione”.

Anche dalle istituzioni europee sono arrivate parole severe. La commissaria Ue per la gestione delle emergenze Hadja Lahbib ha ricordato che gli attivisti “non sono criminali”, ma persone impegnate a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Perfino l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, vicino alle posizioni del governo israeliano, ha criticato il comportamento del ministro, definendolo dannoso per l’immagine dello Stato ebraico.

Le polemiche hanno finito per creare tensioni anche all’interno dell’esecutivo israeliano. Il premier Benyamin Netanyahu ha preso le distanze dalle modalità utilizzate dal suo ministro, sostenendo che Israele abbia il diritto di bloccare le flottiglie dirette a Gaza ma precisando che il trattamento riservato agli attivisti “non riflette i valori dello Stato di Israele”. Ancora più duro il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, che ha accusato Ben Gvir di aver arrecato “un grave danno all’immagine del Paese”.

Il leader di Potere Ebraico, tuttavia, non ha mostrato alcuna intenzione di fare marcia indietro. In risposta alle critiche, ha rivendicato la linea dura del governo israeliano sostenendo che “Israele non porgerà più l’altra guancia”.

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L’articolo Flotilla fermata da Israele, dura condanna di Mattarella: “Trattamento incivile, livello infimo” proviene da Associated Medias.