di Mario Tosetti

Donald Trump ottiene una controversa immunità fiscale grazie a un accordo con il dipartimento di Giustizia Usa. Stop alle indagini dell’Irs su presidente, familiari e aziende collegate

Donald Trump incassa una delle vittorie politiche e giudiziarie più controverse del suo secondo mandato. Un nuovo atto del dipartimento di trumpGiustizia americano prevede infatti la chiusura di tutti i procedimenti fiscali ancora aperti nei confronti del presidente degli Stati Uniti, della sua famiglia e delle società riconducibili all’impero economico dei Trump.

La misura riguarda le verifiche condotte dall’Internal Revenue Service, il Fisco federale americano, e secondo diversi osservatori introduce di fatto una forma di immunità fiscale permanente per l’attuale inquilino della Casa Bianca.

L’accordo tra Trump e il dipartimento di Giustizia

La svolta nasce da una lunga battaglia legale avviata dallo stesso Trump contro l’Irs. Tutto era iniziato dopo la diffusione ai media delle sue dichiarazioni dei redditi da parte di un collaboratore esterno dell’agenzia fiscale.

Il presidente americano aveva reagito citando in giudizio il Fisco e chiedendo un risarcimento miliardario pari a 10 miliardi di dollari. Nei mesi successivi, però, il dipartimento di Giustizia guidato da Todd Blanche avrebbe lavorato a una soluzione alternativa.

L’intesa raggiunta prevede il ritiro della causa da parte di Trump in cambio della cessazione definitiva di tutte le verifiche fiscali ancora pendenti. Nel documento si specifica inoltre che nessuna nuova indagine potrà riguardare il presidente, i suoi familiari, i trust e le aziende collegate.

Immunità fiscale estesa anche alle società della famiglia Trump

Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore polemica riguarda proprio l’estensione della protezione fiscale alle attività economiche legate alla famiglia Trump.

Il provvedimento include infatti trust, società controllate e sussidiarie riconducibili al presidente e ai suoi parenti stretti. Secondo i critici, una decisione di questo tipo rischia di creare un precedente senza precedenti nella storia politica e giudiziaria americana.

L’accordo arriva inoltre in un momento in cui Trump è già al centro di numerose contestazioni legate ai suoi interessi economici privati durante il mandato presidenziale.

Le polemiche sugli affari della famiglia Trump

Negli ultimi mesi il presidente Usa è stato accusato di aver tratto vantaggio politico ed economico da alcune decisioni prese dalla Casa Bianca. Al centro delle polemiche ci sono investimenti nel settore tecnologico, rapporti con il mondo delle criptovalute e persino il controverso jet da 200 milioni di dollari ricevuto dal Qatar.

A far discutere è anche il coinvolgimento del figlio Donald Trump Jr nella piattaforma di scommesse Polymarket, specializzata in previsioni politiche e finanziarie. Una vicinanza che ha alimentato dubbi sull’intreccio tra interessi economici e attività istituzionale.

Il “fondo anti-strumentalizzazione” divide anche i Repubblicani

Nel documento del dipartimento di Giustizia compare anche un altro provvedimento destinato a far discutere: la creazione di un “fondo anti-strumentalizzazione” da 1,8 miliardi di dollari.

L’obiettivo ufficiale sarebbe quello di risarcire cittadini che ritengono di aver subito persecuzioni o abusi giudiziari da parte delle precedenti amministrazioni federali. La misura potrebbe però includere anche alcune persone coinvolte nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Proprio questo punto ha provocato tensioni persino nel Partito Repubblicano. Alcuni esponenti conservatori temono infatti che il fondo possa trasformarsi in uno strumento politico per compensare i sostenitori di Trump coinvolti nelle indagini sull’attacco a Capitol Hill.

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