di Carlo Longo

Andrea Delmastro interviene davanti alla Commissione Antimafia sul caso della bisteccheria legata ai Caroccia: ammette leggerezza politica ma nega qualsiasi rapporto con ambienti mafiosi

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ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE POLITICO

Andrea Delmastro ha scelto di parlare pubblicamente per la prima volta davanti alla Commissione parlamentare Antimafia sul caso che lo ha travolto politicamente nelle ultime settimane. L’ex sottosegretario alla Giustizia, ascoltato a Palazzo San Macuto, ha ricostruito i suoi rapporti con il ristorante finito al centro delle indagini sul presunto riciclaggio riconducibile alla cosca dei Senese.

Nel corso dell’audizione, Delmastro ha confermato che nel locale frequentato abitualmente si recavano anche esponenti di Fratelli d’Italia e dirigenti legati al ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Tra i nomi citati figura anche quello di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, che secondo Delmastro avrebbe però partecipato soltanto a una cena molto veloce.

L’ex sottosegretario ha insistito sul fatto che si trattasse di rapporti personali e politici sviluppati anche fuori dagli ambienti istituzionali, negando però qualsiasi consapevolezza sui legami criminali della famiglia Caroccia.

Le cene nel locale e i rapporti con esponenti del partito

Davanti ai commissari dell’Antimafia, Delmastro ha ammesso che il ristorante fosse spesso punto di incontro tra amici e colleghi di partito. Oltre a Donzelli, ha citato anche il deputato di Fratelli d’Italia Michele Schiano, spiegando che diversi esponenti politici frequentavano il locale senza sospettare alcun collegamento con ambienti mafiosi.

Le opposizioni hanno però contestato la reticenza dell’ex sottosegretario, accusandolo di non aver chiarito completamente chi partecipasse alle cene organizzate nella bisteccheria. Durante l’audizione, Delmastro ha più volte ribadito che invitare colleghi a cena non costituisse alcun illecito e che lui stesso non avrebbe mai immaginato di trovarsi coinvolto in una vicenda di questo tipo.

Le accuse delle opposizioni: “Grave superficialità istituzionale”

I parlamentari delle opposizioni hanno attaccato duramente la linea difensiva dell’ex sottosegretario. Diversi componenti della Commissione hanno contestato soprattutto il fatto che Delmastro non abbia effettuato controlli sui precedenti giudiziari delle persone con cui aveva deciso di avviare rapporti economici.

Secondo gli esponenti del Partito Democratico intervenuti durante l’audizione, il comportamento dell’ex sottosegretario dimostrerebbe una grave leggerezza istituzionale incompatibile con il ruolo ricoperto all’interno del ministero della Giustizia.

Particolarmente duro l’intervento della senatrice Valeria Valente, che ha accusato Delmastro di apparire inconsapevole della gravità politica della situazione. Anche Debora Serracchiani ha sottolineato come sia difficile comprendere il mancato approfondimento sui precedenti dei Caroccia prima di entrare in società con loro.

Delmastro: “Non conoscevo i precedenti di Caroccia”

Nel corso dell’audizione, Delmastro ha continuato a respingere qualsiasi accusa di vicinanza agli ambienti mafiosi. L’ex sottosegretario ha dichiarato di non essere mai stato informato dei precedenti giudiziari di Mauro Caroccia e di non aver avuto alcuna percezione di possibili collegamenti con il clan Senese.

Ha inoltre ammesso di aver commesso una leggerezza politica per non aver verificato in maniera più approfondita il profilo dei suoi soci, arrivando a riconoscere come errore il fatto di non aver effettuato nemmeno semplici ricerche online.

Secondo la sua versione, soltanto dopo aver appreso della condanna di Caroccia avrebbe deciso di prendere immediatamente le distanze dall’attività commerciale, uscendo dalla società e subendo anche perdite economiche pur di interrompere ogni legame.

Il nodo dell’inchiesta sui rapporti con il clan Senese

L’intera vicenda ruota attorno ai sospetti degli investigatori secondo cui il ristorante sarebbe stato utilizzato per operazioni di riciclaggio legate alla criminalità organizzata romana. Le indagini si concentrano in particolare sui rapporti tra la famiglia Caroccia e il clan Senese.

Secondo quanto emerso negli interrogatori, Mauro Caroccia avrebbe sostenuto che Delmastro fosse a conoscenza delle sue difficoltà economiche e della sua impossibilità a intestarsi direttamente il locale a causa dei problemi finanziari accumulati nel tempo. L’ex sottosegretario continua però a negare qualsiasi consapevolezza dei legami con ambienti mafiosi.

Il caso politico continua a pesare su Fratelli d’Italia

La vicenda resta politicamente delicata per Fratelli d’Italia e per il governo, soprattutto per il coinvolgimento di figure legate al ministero della Giustizia e al Dap nelle frequentazioni del locale.

Durante l’audizione è stato ricordato anche il forte impatto simbolico della vicenda, evidenziato dall’ex magistrato e senatore Roberto Scarpinato, che ha parlato del rischio di un grave danno d’immagine per le istituzioni impegnate nella lotta alla mafia.

Nonostante le dimissioni già rassegnate da Delmastro, il caso continua infatti ad alimentare polemiche politiche e interrogativi sulle relazioni tra politica, affari e ambienti criminali.

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L’articolo Caso Delmastro, l’ex sottosegretario si difende in Antimafia: “Non sapevo nulla dei legami con i Caroccia” proviene da Associated Medias.