di Carlo Longo

Il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto è stato riaperto al transito dei residenti in entrambe le direzioni, con un numero inizialmente limitato di passaggi giornalieri. Nelle stesse ore, media palestinesi e Al Jazeera riferiscono dell’uccisione di un bambino di tre anni durante un bombardamento israeliano nell’area di al-Mawasi

Il valico di Rafah, unico punto di collegamento tra la Striscia di Gaza ed l’Egitto non controllato direttamente da Israele, è stato riaperto per l’ingresso e l’uscita dei residenti. A confermarlo è stato un funzionario della sicurezza israeliano, che ha spiegato come l’apertura sia avvenuta dopo l’arrivo delle squadre dell’Eubam, la missione dell’Unione Europea incaricata dell’assistenza e del monitoraggio delle frontiere. Secondo la versione ufficiale, il passaggio è ora operativo in entrambe le direzioni per i civili.

I media statali egiziani hanno riferito che, nella fase iniziale, il valico consentirà il transito di circa cinquanta persone al giorno verso Gaza e altrettante in uscita dalla Striscia. AlQahera News, emittente vicina all’intelligence del Cairo, ha parlato di una riapertura graduale, mentre una fonte presente al confine ha riferito all’Afp che già oggi alcune decine di persone si sono radunate sul lato egiziano in attesa di poter attraversare. La riattivazione di Rafah rappresenta un passaggio significativo sul piano umanitario, anche se i numeri restano per ora molto limitati rispetto alle necessità della popolazione.

Nelle stesse ore, Al Jazeera ha riportato la notizia della morte di un bambino palestinese di tre anni durante un’operazione militare israeliana nel sud della Striscia di Gaza. Secondo fonti del Nasser Medical Complex citate dall’emittente, il bambino sarebbe stato colpito nella zona di al-Mawasi, lungo la costa e nei pressi di Khan Younis, un’area che ospita un vasto campo di sfollati dove vivono decine di migliaia di persone in condizioni estremamente precarie. L’episodio sarebbe avvenuto al di fuori delle aree di dispiegamento dichiarate dall’esercito israeliano.

La vittima, identificata dall’agenzia di stampa palestinese Wafa come Iyad Ahmed Naeem al-Raba’i, sarebbe stata uccisa quando unità navali israeliane hanno bombardato le tende che accolgono gli sfollati. Al-Mawasi è stata più volte indicata da Israele come “zona di sicurezza umanitaria”, nonostante, secondo le organizzazioni locali e i media palestinesi, continui a essere colpita da attacchi. Il Ministero della Salute palestinese afferma che, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il 10 ottobre 2025, più di 500 palestinesi sarebbero stati uccisi a Gaza e oltre 1.400 feriti; cifre che non sono state verificate in modo indipendente.

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