di Carlo Longo

Nello stesso decreto sono state convocate anche le elezioni legislative, previste per novembre 2026, in un tentativo di rilanciare la legittimità delle istituzioni palestinesi dopo anni di stallo politico

L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) si prepara a tornare alle urne dopo una lunga pausa elettorale. Il presidente Mahmoud Abbas ha firmato un decreto che prevede lo svolgimento delle prossime elezioni presidenziali nel 2027, senza indicare per il momento una data precisa. Se il calendario sarà rispettato, si tratterà della prima elezione per la presidenza palestinese dal 2005, anno in cui Abbas fu eletto alla guida dell’ANP.

Il provvedimento include anche la convocazione delle elezioni legislative, fissate per novembre 2026. L’annuncio rappresenta un passaggio significativo in un contesto politico segnato da profonde divisioni interne e da un lungo periodo senza consultazioni popolari a livello nazionale.

L’Autorità Nazionale Palestinese amministra parte della Cisgiordania ed è guidata da Fatah, il movimento nazionalista e laico di cui Abbas è leader storico. Negli ultimi anni l’ANP è stata spesso criticata per il rinvio delle elezioni, una scelta che molti osservatori hanno collegato al timore di una possibile affermazione elettorale di Hamas, il movimento islamista che controlla la Striscia di Gaza dal 2007 dopo la rottura con Fatah.

La mancanza di elezioni regolari ha contribuito a indebolire la percezione della legittimità democratica delle istituzioni palestinesi. La decisione di tornare al voto si inserisce inoltre nel dibattito internazionale sul futuro assetto politico dei Territori palestinesi e sul ruolo che l’ANP potrebbe assumere nella governance della Striscia di Gaza una volta concluso il conflitto in corso.

Un segnale in questa direzione era arrivato già nell’aprile scorso con le elezioni amministrative locali. Per la prima volta da oltre vent’anni, alcune consultazioni si erano svolte anche nella Striscia di Gaza, in particolare nella città di Deir al Balah e in altre aree meno colpite dalle operazioni militari. Hamas aveva scelto ufficialmente di non partecipare al voto, mentre Fatah aveva ottenuto la vittoria.

Quelle elezioni locali erano state interpretate come un tentativo dell’Autorità Nazionale Palestinese di riaffermare la propria presenza istituzionale anche nella Striscia, nonostante le difficoltà politiche, economiche e amministrative che continuano a caratterizzare il sistema di governo palestinese.

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